Cantine Aperte fa boom in Abruzzo: «50mila calici venduti, un evento che resta unico»

Il direttore Fausto Di Nella traccia il bilancio del weekend del vino: «Cresciamo ogni anno, ora puntiamo sui giovani con Calici di Stelle»
PESCARA
Fausto Di Nella, direttore del Movimento turismo del vino, è più autentico il Cantine aperte “tradizionale” con visita e degustazione o quello più “moderno”, che è una vera e propria festa? «Non è questione di autenticità. Non in questo senso, almeno. Dico sempre: a Cantine aperte ogni azienda si veste dell’abito che preferisce».
Non ci sono regole? «Una sola: il costo del calice con la sacca e le due degustazioni, che deve essere 10 euro. Per il resto, il Movimento non deve dare alcun indirizzo su come si fa accoglienza».
Un’atmosfera così conviviale non rischia di mettere in secondo piano il racconto del vino?
«La parte “didattica” la facciamo tutto l’anno, quando le cantine aprono per visite e degustazioni. Questo evento invece è speciale proprio perché si dà spazio alla convivialità. Un bene anche per l’indotto che genera, che altrimenti rischierebbe di essere limitato alle sole aziende vinicole. Quest’anno hanno partecipato oltre 250 artisti e tante attività di ristorazione».
Per una regione che è partita dietro tante altre sull’enoturismo, l’Abruzzo sembra aver fatto passi da gigante.
«Cresciamo di anno in anno. Dieci anni fa partecipavano 33 aziende, oggi sono 53: significa il 40% in più. Stesso discorso per i calici. Allora erano 10mila, quest’anno ne abbiamo distribuiti 50mila, che significa 100mila presenze complessive nei due giorni. Siamo contentissimi di come sta andando il nostro percorso».
Perché non organizzare un evento come Cantine aperte mensilmente, almeno nei mesi estivi?
«Perché perderebbe la sua unicità. Il bello di Cantine aperte non è il singolo evento ma il fatto che nella stessa giornata tu possa visitare sei o sette cantine nello stesso weekend».
Sorprende che, tra le 53 aziende partecipanti, solo una sia aquilana. «Speriamo che questo numero possa aumentare e che altre aziende aquilane decidano di partecipare all’evento».
Qual è la prossima tappa per lo sviluppo dell’enoturismo?
«Il prossimo appuntamento organizzato dal Movimento è Calici di stelle, che sarà nelle prime due settimane d’agosto».
Stesso format di Cantine aperte?
«No, sarà diverso. È un evento serale: è difficile che una persona veda più di una cantina. Almeno nella stessa giornata».
In comune non hanno la volontà di riavvicinare i giovani al mondo del vino?
«Quello è un obiettivo che portiamo avanti con tante iniziative. Penso a Wine the Gap, per esempio, con cui abbiamo offerto un corso gratuito di approccio al vino agli under 25. Fino a ora abbiamo svolto le prime due edizioni: un successo».
Avete fissato un obiettivo?
«Uno solo: continuare a crescere».
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