Capitali all’estero, in 50 chiedono di “rientrare”

L'AQUILA. Assicurare una sinergia tra l'autorità giudiziaria e l'amministrazione finanziaria nell'ambito della procedura di collaborazione volontaria (“voluntary disclosure”) per il rientro dei...
L'AQUILA. Assicurare una sinergia tra l'autorità giudiziaria e l'amministrazione finanziaria nell'ambito della procedura di collaborazione volontaria (“voluntary disclosure”) per il rientro dei capitali detenuti all'estero in violazione degli obblighi in tema di monitoraggio fiscale, nonché per far emergere gli imponibili sottratti a tassazione in Italia. E’ l'obiettivo dell'accordo di collaborazione che è stato siglato all'Aquila, presso la sede della procura della Repubblica, dal direttore dell'Agenzia delle Entrate dell'Abruzzo, Federico Monaco, e dai procuratori presso i tribunali di L'Aquila, Lanciano, Sulmona e Vasto, Fausto Cardella, Rosaria Vecchi (sostituto), Aura Scarsella (procuratore facente funzioni) e Giampiero Di Florio.
L'Agenzia delle Entrate comunicherà alle Procure competenti i nominativi dei soggetti che hanno presentato richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria. Le Procure, in risposta, informeranno l'amministrazione finanziaria sull'esistenza di cause di inammissibilità che precludono l'accesso alla procedura di emersione volontaria. «Sono già 50 coloro che hanno presentato richiesta di collaborazione volontaria», ha detto Monaco.
Secondo l'accordo, i l'Agenzia sarà chiamata altresì a comunicare i nominativi dei soggetti che nell'ambito della procedura hanno esibito o trasmesso atti o documenti falsi . Da ultimo, gli Uffici finanziari, entro 30 giorni dalla data di esecuzione dei versamenti dovuti dal contribuente, provvederanno a comunicare alle Procure la conclusione della procedura di collaborazione volontaria ai fini dell'esclusione della punibilità per i reati individuati dal legislatore.

