Case, L’Aquila e Pescara tirano la ripresa

13 Luglio 2019

Sempre più giù le quotazioni a Chieti, calano i prezzi anche a Teramo. In un anno acquistati in regione 10.700 appartamenti

PESCARA. L’Abruzzo rappresenta l’1,6 per cento del mercato residenziale italiano, con 10.700 compravendite stimate nel 2019, per un aumento del 4,9 per cento rispetto al 2018. Questi sono alcuni dei dati del Rapporto 2019 sul mercato immobiliare residenziale dell’Abruzzo, realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con Casa.it. I prezzi medi nominali, dopo il trend negativo degli ultimi anni, hanno mostrato spiragli di stabilità nel 2018, quando hanno fatto registrare un lieve calo dello 0,5 per cento, mentre l’Italia ha perso lo 0,2 per cento. Per il 2019 è previsto ancora un peggioramento, mentre la media italiana mostrerà una sostanziale stabilità per la fine dell’anno, e una ripresa prevista solo per il 2020. Spostando l’attenzione sui semicentri delle singole città, si possono osservare situazioni favorevoli, con L’Aquila e Pescara in crescita rispettivamente del 3 e 2 per cento per quanto riguarda i prezzi degli immobili.
ALL’AQUILA il mercato residenziale è in fase di miglioramento, con un incremento dei metri quadrati scambiati del 6,9 per cento nel 2018. L’offerta si attesta in 128mila metri quadrati, facendo registrare una crescita del 10,3 per cento dei metri quadrati disponibili sul mercato sul 2017. Il fatturato è arrivato a 99 milioni di euro, con un aumento del 3,8 per cento rispetto all’anno precedente. In crescita i valori al metro quadrato: nel luglio 2019 i quartieri migliori sono stati Torrione e Strinella, con il 5,4 per cento in più sul luglio 2018. Segue Pile-Zona industriale, con un incremento delle quotazioni del 5 per cento. Periferia nord e Periferia sud si collocano agli antipodi, con cali del 7,7 e 8,7 per cento.
A CHIETI durante il 2018 si è registrata una frenata del mercato con una diminuzione dei metri quadrati residenziali compravenduti del 4,9 per centro, anche se si parla di un mercato di dimensioni ridotte, con 39mila metri quadri scambiati. Il fatturato registra un calo del 9 per cento in un anno rispetto al 2017, per un valore di 52,4 milioni. Per quanto riguarda i prezzi medi nominali del settore residenziale, sono ancora in calo le zone centrali, semicentrali e periferiche, con rispettivamente il 6,6, 4,5 e 5,2 per cento in meno rispetto al 2017. Per il 2019 è previsto un ulteriore calo in tutte le zone.
A PESCARA, nel 2018, c’è stata una ripartenza del mercato con un incremento dei metri quadrati residenziali compravenduti dell’1,7 per cento rispetto al 2017, per 121mila metri. L’offerta è in aumento dell’11 per cento e si è attestata a 172mila metri quadri nel 2018. Il fatturato registra un calo del 2,6 per cento in un anno rispetto al 2017, per un valore di 225,3 milioni di euro. I prezzi medi nominali del settore residenziale sono in aumento. Le zone centrali registrano una crescita dei prezzi pari all’1,7 per cento nel 2018, e sono stimati in crescita in misura di poco inferiore nel 2019. In rialzo anche le zone semicentrali, con il 2,6 per cento in più rispetto al 2017. Non si ferma la contrazione dei prezzi della periferia, che rimane in campo negativo con il 7,1 per cento in meno rispetto al 2017.
A TERAMO lo scorso anno c’è stata un’inversione di tendenza del mercato con un incremento dei metri quadrati residenziali compravenduti del 2,9 per centro rispetto al 2017, per un totale di 36mila metri. Il fatturato tende alla stabilizzazione e riporta un calo dello 0,2 per cento, con 43,1 milioni di euro di volume. Continua il calo i prezzi medi nominali del settore residenziale. Nel decennio, infatti, la città ha perso tra il 29 e il 39 per cento sul valore dei prezzi medi nominali rispetto al 2008. Le zone centrali hanno registrato una diminuzione dei prezzi pari al 4,5 per cento nel 2018.
«L’Abruzzo», commenta Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, «ha avuto un andamento parallelo a quello italiano fino al 2012, con un trend calante, iniziando un percorso di ripresa delle compravendite nel 2015, con un anno di ritardo rispetto all’Italia. Attualmente l’incremento delle transazioni nella regione procede a un ritmo più lento rispetto all’andamento nazionale, ma è stabile».