Caso Bussi Tra 48 ore la Cassazione deve decidere
PESCARA. Mancano solo 48 ore all’ultimo atto del processo per la discarica dei veleni di Bussi. Martedì infatti la Cassazione confermerà oppure ribalterà il verdetto di secondo grado, con o senza...
PESCARA. Mancano solo 48 ore all’ultimo atto del processo per la discarica dei veleni di Bussi. Martedì infatti la Cassazione confermerà oppure ribalterà il verdetto di secondo grado, con o senza rinvio in appello. L’avvelenamento delle acque ci fu ma il reato, qualificato non più come doloso ma colposo, è prescritto. Tuttavia è rimasta in piedi per dieci imputati, tutti condannati, l’accusa di disastro colposo innominato. Gli altri imputati, per fatti ancora più lontani nel tempo, hanno usufruito della prescrizione. Questa è la sintesi della sentenza della Corte di Assise di appello dell’Aquila che aveva riformato il verdetto di primo grado cancellando le assoluzioni a carico di una parte dei 19 ex manager e consulenti di Montedison finiti nei guai per aver, a vario titolo, concorso nella realizzazione della discarica dei veleni. Una sentenza che prevedeva anche una consistente provvisionale di quasi quattro milioni di euro.
I giudici, nel dettaglio, hanno condannato nel processo di secondo grado a tre anni di reclusione gli ex dirigenti dello stabilimento Maurilio Aguggia, Carlo Cogliati, Leonardo Capogrosso e Salvatore Boncoraglio; due anni sono stati inflitti a Nicola Sabatini, Domenico Angelo Alleva, Nazzareno Santini, Luigi Guarracino, Carlo Vassallo e Giancarlo Morelli. Ma le pene, visto che si tratta di fatti precedenti al 2006, sono state tutte condonate in quanto coperte da indulto. Martedì la Cassazione dovrebbe scrivere la parola fine, un mese prima della prescrizione tombale per il caso Bussi che è prevista ad aprile. Dietro l'angolo c'è però il rischio di un rinvio che sarà fatale per l’accusa.

