Catena: unire il partito nel segno del rinnovamento

PESCARA. «Un partito in grado di cambiare l'Abruzzo. Un partito partecipativo, regionalista, accogliente e moderno, che rappresenti anche un laboratorio a livello nazionale». E' questa l'ambizione di...
PESCARA. «Un partito in grado di cambiare l'Abruzzo. Un partito partecipativo, regionalista, accogliente e moderno, che rappresenti anche un laboratorio a livello nazionale». E' questa l'ambizione di Andrea Catena, uno dei cinque candidati a segretario del Pd Abruzzo, nell'ambito del Congresso regionale. Catena, 40 anni, «come il premier Matteo Renzi», originario di Chieti e residente a Francavilla, dal 2009 è coordinatore del partito, negli anni di segreteria di Silvio Paolucci. Alle primarie del 1° marzo dovrà confrontarsi con Alexandra Coppola, vice segretario Pd Abruzzo, Alessandro Marzoli, presidente assemblea giovani democratici d'Abruzzo, Paolo Della Ventura, componente dell'assemblea nazionale Pd, e Marco Rapino, vice segretario vicario Pd Abruzzo. Resta da sciogliere il nodo Renzo Di Sabatino: il presidente della Provincia di Teramo, la cui candidatura era stata sostenuta da D'Alfonso, Lolli, Castricone e D'Alessandro, ha presentato ricorso alla Commissione nazionale, dopo che la commissione regionale congressuale lo ha escluso per incompatibilità. Rispetto alla spaccatura che si è venuta a creare, l'idea di Catena è quella di essere un “ponte”. «Spero di poter ricucire questa frattura», dice il candidato, «e il mio obiettivo è quello di unire, avendo chiara la direzione: il risanamento. C'è una svolta generazionale che si deve compiere in Abruzzo», osserva Catena, «un processo, avviato con Paolucci, che ora deve trovare concretezza».
Lorenzo Dolce
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