Cavalli da record Nume, papà campione di trenta stalloni
Il magnifico esemplare di razza Murgese è in forze nel servizio veterinario dell’Università di Teramo
TERAMO. Si chiama Nume. E’ uno stallone di razza Murgese in forze nel parco stalloni equini della facoltà di “Medicina Veterinaria di Teramo - Servizio Riproduzioni grandi animali” capitanata dal Professor Augusto Carluccio.
Nume, nato nel 1997 da Ulisse e Tecla, da Orbassano è uno stallone murgese della sesta generazione di Granduca da Martina 1919. «E’ il più grande razzatore Murgese attualmente vivente con ben 30 suoi figli scritti nel registro stalloni del Libro Genealogico», spiega Annalisa Parisi, presidente dell'Associazione Passione CAITPR (Cavallo Agricolo Italiano da Tiro Pesante Rapido), «Tra questi», continua la Parisi, «annoveriamo Terno dei Monti nato nel 2003, anch'esso in proprietà alla Regione Puglia, che a sua volta ha prodotto altri 17 riproduttori maschi. Nume è uno stallone che ha saputo trasmettere sia le sue qualità morfologiche, sia le sue qualità psico-funzionali, assai ricercate dalla razza».
Molti dei sui figli, racconta la Parisi, «si sono distinti come cavalli ben impiegati e dagli ottimi risultati sia nelle discipline da sella sia in quelle da attacchi. Il nome di Nume è un nome di certo altisonante poiché è considerato all'unanimità nel settore come il vero continuatore del celebre Ulisse 1984».
Assieme con Nume operano all'Università di Teramo anche diversi riproduttori di altre razze (CAITPR, appunto, Martinafranca, Asinara) che completano un quadro molto variegato legato alla tutela del Patrimonio zootecnico italiano, anche grazie a questo genere di attività mirate e grazie ad importanti sinergie sull'intero territorio nazionale con Enti ed Istituzioni come l'Ufficio Regionale di Incremento Ippico di Foggia e l'Associazione Nazionale Allevatori di Cavallo Agricolo Italiano da TPR.
Si tratta di attività che rientrano tutte nella tutela della biodiversità, che l'assemblea generale delle Nazioni Unite ha portato all’attenzione generale da qualche anno, dichiarando il 2010 come l'anno della “biodiversità”. Da quel momento si è avviato a livello internazionale ed europeo la revisione degli strumenti che consentiranno di arrestare la perdita di biodiversità e dei servizi eco-sistemici che da essa derivano nel decennio 2011-2020. Da questo punto di vista l'Italia è un Paese con elevato valore di Biodiversità, a tutti i livelli, da quello genetico a quello eco-sistemico e paesaggistico. Con questa consapevolezza, dalla fine degli anni '90, la Direzione per la Protezione della Natura del Ministero dell'Ambiente ha intrapreso un percorso costante e lungimirante finalizzato alla sistematizzazione delle numerose fonti di dati che esistevano sul territorio. Obiettivo di questo percorso è stato quello di conoscere, documentare e tutelare, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, la biodiversità italiana. Sono stati sostenuti vari progetti. Tra cui il progetto “Checklist delle Specie della Fauna d'Italia”, che enumera circa 56.000 specie. In tutto questo, Nume e i suoi 30 figli stalloni hanno un posto di tutto rilievo.
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