«Ci lascia una figura della bella politica»
ROSETO . Sono davvero tanti i messaggi per la scomparsa dell’ex onorevole Pio Rapagnà da parte del mondo politico e sindacale. Il sindaco di Roseto Sabatino Di Girolamo lo ricorda come «uno dei figli...
ROSETO . Sono davvero tanti i messaggi per la scomparsa dell’ex onorevole Pio Rapagnà da parte del mondo politico e sindacale.
Il sindaco di Roseto Sabatino Di Girolamo lo ricorda come «uno dei figli più calorosi, tenaci, e uno dei combattenti più noti anche al di fuori della sua città. Grazie per la tua passione, Pio Rapagnà, grazie per come hai amato Roseto e tutti noi, grazie per le mille battaglie e per l’ostinata forza di continuare sempre. A Roseto mancherai».
A Di Girolamo si unisce il cordoglio del sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro, che descrive Rapagnà come un «militante permanente, deciso, generoso, appassionato, fermo nelle sue convinzioni ma nondimeno aperto al confronto. Pio fu davvero una persona per molti aspetti straordinaria e la sua morte addolora profondamente. Alla moglie e alla figlia il nostro abbraccio più commosso».
Anche Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione comunista, ricorda Rapagnà come «un cavaliere indomito contro la corruzione e l’ingiustizia, per l’aria e la politica pulita, per i diritti delle persone a partire da quelle più povere e deboli. Sei stato un grande compagno, una persona perbene e un esempio di attivista e cittadino. Ci mancherà la tua sciarpa rossa. L’Abruzzo ha perso uno dei sui cittadini migliori e un politico che la comunità regionale non ha saputo valorizzare preferendo troppo spesso la clientela e la mediocrità».
Oltre la politica, Pio Rapagnà ha avuto un’intensa attività sindacale. «Un uomo che si è distinto, prima nell’attività sindacale e dopo politica, per le tante battaglie sostenute con grande passione e generosità, spesso solitarie ma condotte sempre con energia», scrive Giovanni Timoteo, segretario Cgil di Teramo. «Resta il ricordo del suo impegno sociale e politico, il valore di un protagonismo mai domo che nel nostro tempo, in una società inquieta per nuovi e vecchi egoismi, è un esempio». Il rosetano Ezio Cerasi, giornalista della Rai, ricorda Rapagnà come il suo «riferimento umano, etico e morale dell’adolescenza e per tanti altri ragazzi che, tra gli anni ’70 e ’80, preferivano trascorrere le prime notti estive sulle strisce pedonali per protestare contro il traffico pesante sulla statale 16. Pio a tutti noi ha insegnato il valore delle battaglie giuste, il valore di non girarsi mai dall’altra parte, il valore di non essere mai neutro».
«A Pio Rapagnà», scrive invece Luciano D’Alfonso, «dico grazie e gli stringo la mano. È stato un esempio vivente di come le questioni di tutti possono diventare proprie, tutto il tempo lo ha dedicato per una grande e permanente battaglia civile, con e senza ruoli istituzionali. Io non sono mai stato prossimo alla sua collocazione culturale e politica, ma ho sempre condiviso la modalità del suo fare battaglia. È stato una figura della politica a tutto tondo, una figura della bella politica».
Cordoglio anche da parte del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. «Con Pio Rapagnà», afferma, «se ne va un altro pezzo della politica abruzzese dei tempi migliori. La sua azione, sia da rappresentante politico sia di movimenti civici, è sempre stata segnata dall’impegno a difesa dei diritti dei più deboli. Ai familiari giungano le condoglianze della municipalità aquilana e mie personali».
Anche il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, lo ricorda. «Con Pio Rapagnà», scrive in una nota, «scompare una voce storica del popolo abruzzese. Con le sue istanze ci rappresentava tutti, dando voce ai soggetti più deboli e alle campagne più difficili da portare a termine sui diritti e sul sociale, sulla casa e il lavoro, argomenti che lo hanno accompagnato per tutta la sua vita. Una vita che si chiude all’improvviso per lui che è sempre stato un grande combattente, dentro e fuori dalla sua città, una voce sempre forte e chiara sugli obiettivi da raggiungere, ogni volta. Questa qualità lo ha reso un po’ cittadino di tutto l’Abruzzo e tutore di quello più vulnerabile. Alla sua famiglia va il cordoglio dell’Amministrazione e di tutta la città». (l.v.)

