Cinque giorni di polemiche

Dalla foto sul palco alla critica della Boldrini e l’interrogazione di Di Stefano
PESCARA. Cinque giorni di polemiche cominciati da un palco, sei personaggi di sesso maschile, sei ombrelli e sei ragazze a reggerli davanti a una platea sistemata sotto un gazebo. Torniamo a sabato scorso, un giorno di pioggia e sole, all’Abbazia di Sulmona, scelta dal governatore Luciano D’Alfonso per l’evento Fonderia Abruzzo, quando si è scatenata una delle più grandi bufere mediatiche che si siano mai abbattute sulla nostra regione. Quelle ragazze reggi-ombrelli hanno innescato l’ondata di critiche sul web culminate con l’intervento della terza carica dello Stato, la presidente della Camera, Laura Boldrini. In foto, D’Alfonso, il ministro Claudio De Vincenti, il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, e gli altri ospiti, riparati dagli ombrelli, hanno fatto il giro d’Italia. D’Alfonso è prima ricorso all’ironia e al paradosso per rispondere al fiume di critiche. Ha però ammesso poi che, il prossimo anno: «Non ci saranno sgrammaticature». Ma non ha chiesto scusa. Né lo farà. E lo spiega nell’intervento che pubblichiamo in questa pagina. Così come una di quelle ragazze, Daniela, studentessa in Economia, ha spiegato tre giorni fa al Centro di averlo fatto spontaneamente e gratuitamente. Ma le critiche non sono finite. L’ultima arriva da un’intellettuale che ama l’Abruzzo, la scrittrice Dacia Maraini. Nei giorni scorsi sono tra gli altri intervenuti politici abruzzesi. Da Maurizio Acerbo, segretario nazione di Prc e Alexandra Coppola, renziana della prim’ora, all’assessore Marinella Sclocco e la parlamentare Maria Amato. E ancora Gemma Andreini, presidente della Commissione pari opportunità e la leader 5 Stelle, Sara Marcozzi. Il centrodestra è uscito allo scoperto solo ieri, con il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano. Che però non ha puntato sugli ombrelli, ma ha presentato un’interrogazione parlamentare sulle spese di Fonderia Abruzzo: 40 mila euro: «Dato che il programma Fesr e Fse», scrive, «ha tra gli obiettivi quello di rispettare e migliorare le politiche di genere, chiedo al Governo di verificare se le spese siano rendicontabili o contrastino con le politiche di genere». (l.c.)

