Città abruzzesi in ritardo sulla mobilità sostenibile

8 Gennaio 2015

Tante auto, basso utilizzo del bus, poche piste ciclabili, niente mobility manager Pescara e L’Aquila vengono bocciate dall’ottavo rapporto di Euromobility

L’AQUILA. Pescara a metà classifica, L’Aquila verso la coda. È la fotografia riferita all’Abruzzo dell’ottavo rapporto Euromobility sulla mobilità sostenibile elaborato da Euromobility (l’associazione dei mobility manager) con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare. L’indagine ha coinvolto le principali 50 città italiane.

È per Bologna la prima posizione grazie a una buona dotazione di parcheggi a pagamento e di scambio, a un basso indice di incidentalità sulle strade, alla dotazione di corsie ciclabili, a una elevata domanda soddisfatta dal trasporto pubblico e al servizio di car sharing. Sul podio altre città del nord, con il secondo posto a Parma e il terzo a Milano; poco sotto Venezia al quarto posto e Brescia al quinto. Nella parte alta della classifica anche Bergamo al sesto posto e Firenze al settimo, mentre Roma è soltanto al ventiquattresimo posto. Subito dopo al 25° posto arriva Pescara, mentre per trovare il capoluogo di regione occorre arrivare al 45° (ma il discorso per l’Aquila va fatyo con tutte le cautele del caso). In fondo alla classifica della mobilità sostenibile Siracusa, Reggio Calabria e Potenza.

Nelle linee generali il rapporto sottolinea la progressiva «positiva» riduzione del tasso di motorizzazione, alla quale non è estranea la crisi economica, l’aumento dei veicoli a basso impatto come quelli a metano e gpl, ma anche a trazione ibrida ed elettrica, che complessivamente raggiungono l’8% del parco nazionale circolante. Crescono anche i servizi innovatovi come il bike sharing e il car sharing.

Ma quali sono i parametri riferiti alle due città abruzzesi? E quali sono i dati che influenzano la classifica?

L’indice di motorizzazione vede incredibilmente al primo posto in Italia la città dell’Aquila con 74 veicoli ogni 100 abitanti, contro una media di 58,4. Pescara è appena sopra la media con 59 veicoli per ogni 100 abitanti. Venezia, Genova e Bologna le città meno motorizzate. È sulla densità veicolare che Pescara batte nettamente L’Aquila (oltre 2mila veicoli per km quadrato), mentre il capoluogo di regione risulta ultima in Italia con poche decine di veicoli per km quadrato (la città con maggiore densità è Napoli).

Pescara risulta sopra la media italiana per motocicli (14 per 100 abitanti; Pescara è avanti anche per la percentuale di veicoli a basso impatto (soprattutto Gpl, seguito da metano e ibrido).

Interessante la parte dedicata ai parcheggi. Pescara dimostra di essere in ritardo sui parcheggi di interscambio (solo 25 stalli per 1000 auto contro i 50 stalli dell’Aquila). La città adriatica si rifà sui parcheggi a pagamento, sulle piste ciclabili (1,5 chilometri per 10mila abitanti) e sulle aree pedonali urbane (ma qui il paragone è improprio vista la situazione post-sisma dell’Aquila).

Sul capitolo biciclette l’Abruzzo non brilla, anche dal punto di vista promozionale. L’Aquila non ha promosso manifestazioni tematiche, mentre Pescara ha aderito a Bicincittà e Vivicittà. Pollice verso infine per le due città abruzzesi per la mancanza di un mobility manager, ma forse il motivo in questo caso è solo economico e non di sensibilità “sostenibile”.

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