Con i «nidi famiglia» lavoro per almeno mille persone

7 Settembre 2014

PESCARA. «Aprire asili nido condomiliani». La proposta arriva da Camillo Sborgia, assessore a Cepagatti che ha scritto una lettera alla collega della Regione Marinella Sclocco per ché riprenda in...

PESCARA. «Aprire asili nido condomiliani». La proposta arriva da Camillo Sborgia, assessore a Cepagatti che ha scritto una lettera alla collega della Regione Marinella Sclocco per ché riprenda in mano la pratica avviata dall’ex assessore Nicoletta Verì «ma bloccata dalla lobby delle cooperative», dice Sborgia. «Ho chiesto all’assessore Sclocco di riservare nell'ambito del Piano Sociale Regionale la quota del 5% per azioni innovative così come viene disciplinato nel piano». Innovativo sarebbe dunque l’idea dei nidi, «tenuto conto», dice Sborgia, «che in Abruzzo il sistema nido d'infanzia copre appena il 7% della possibile domanda, mentre l'obiettivo Europeo prevede secondo l'Agenda di Lisbona una disponibilità del 33% di posti nido rispetto alla popolazione in fascia di età 0 - 3 anni». Per Sborgia la Regione potrebbe attivare dei vaucher direttamente alle famiglie a basso reddito da erogare attraverso i Comuni «per stimolare la nascita di "Tagesmutter condominiali" (Assistenza all'infanzia da 0 a 6 anni). Il “nido” prevederebbe la presenza di massimo 5 bambini a gestione quasi familiare da parte di una mamma. «Il servizio», dice Sborgia, «è molto presente nelle Regioni del Nord e ha un costo di attivazione ridotto». Secondo l’assessore di Cepagatti questa iniziativa potrebbe dare lavoro in Abruzzo fino a mille persone e permettere alle famiglie di risparmiare sui costi dei nidi. Per attivare un nido famiglia a casa bastano pochi passaggi burocratici, in genere il numero dei bambini è pari a 1 ogni 10 metri quadri e bisogna avere il via libera del condominio. Poi sarà il Comune a dare l’agibilità.