Con il Ristorante tipico Abruzzo primo in Europa

È online da ieri (sul sito della Regione) il modulo per iscriversi nel registro Gli chef Tinari, Romito e Spadone testimonial dell’iniziativa della Regione
PESCARA . Via libera alle domande per potersi iscrivere nel registro e utilizzare il marchio collettivo «Ristorante tipico d’Abruzzo», una novità assoluta nell’intero panorama europeo della ristorazione. Il modulo, da trasmettere al dipartimento turismo, cultura e paesaggio, è disponibile da ieri, online, sul sito della Regione.
I PRIMI IN EUROPA. L’Abruzzo, hanno sottolineato ieri non senza una punta d’orgoglio, il presidente Marco Marsilio e l’assessore al turismo, Mauro Febbo, è la prima fra tutte le regioni europee, e finora l’unica, ad aver istituito il marchio che identificherà la nostra regione anche dal punto di vista gastronomico. Il disciplinare contiene delle regole precise alle quali tutti i ristoratori che intendono fregiarsi del marchio devono sottostare. Per ottenerlo, bisognerà che nei menù almeno il 60% dei prodotti utilizzati provenga dall’Abruzzo; il 50% dei piatti dovrà essere in linea con le ricette scritte, o tramandate a voce, della tradizione.
VINCE IL TERRITORIO. Protagonista indiscusso sarà il territorio, con tutte le sue eccellenze: dai prodotti lattiero caseari alla filiera della carne, dai vegetali alle erbe spontanee, i vini e i liquori. E a proposito dio vini, anche per la “carta” le regole sono stringenti. Il “ristorante tipico d’Abruzzo” dovrà proporre almeno un’etichetta abruzzese ogni due coperti. Significa che se il ristorante dispone di 40 posti, nella sua carta dei vini deve avere almeno 20 vini “Made in Abruzzo”. Naturalmente, dovrà approvvigionarsi da aziende locali, biologiche certificate, per almeno il 60% dei prodotti utilizzati. L’iscrizione è volontaria, purché chi la richiede dimostri di essere in possesso di tutti i requisiti richiesti, ma cancellazione avviene d’ufficio qualora le condizioni per l’uso del marchio vengano a cadere. A vigilare sarà un comitato tecnico, istituito alla Regione, e presieduto dall’assessore Febbo.
IL DISCIPLINARE. A illustrare il progetto , ieri a Pescara nella sede della Regione, oltre a Marsilio e Febbo (era presente anche l’assessore Umberto D’Annuntiis), anche i ristoratori Giuseppe Tinari, Lanfranco Centofanti, Marcello Spadone, Gennaro D’Ignazio e Franco Franciosi, oltre ai rappresentanti delle principali organizzazioni del commercio e dei consumatori. Doveva essere presente anche lo chef pluristellato Niko Romito, all’estero per impegni professionali improvvisi, che ha inviato un messaggio all’assessore Febbo e ha partecipato alla stesura del disciplinare.
VIENE DA LONTANO. Febbo ha sottolineato che il progetto è nato con la precedente legislatura regionale nell’ambito di un percorso al quale ha collaborato l’allora minoranza (di cui l’assessore faceva parte). «Noi lo abbiamo mandato avanti», ha aggiunto Febbo. «Per l'Abruzzo e il mondo della ristorazione regionale», ha concluso Febbo, «si tratta di un salto di qualità fondamentale. Noi abbiamo sposato il progetto e concluso l'iter anche grazie ad una perfetta sinergia tra il mio dipartimento e il Servizio politiche comunitarie della presidenza».
LAVORO CORALE. Il presidente Marsilio ha parlato di «lavoro corale che ci aiuta a comprendere come certi risultati non siano episodici. Qui non c'è una singola eccellenza che emerge», ha detto, «ma è un intero territorio in grado non solo di esprimere e comunicare una enogastronomia di qualità ma di legare arte, paesaggio e tradizioni locali al gusto della cucina locale abruzzese».

