Con la flotta di droni l’Arta sorveglia la qualità ambientale

Il direttore dell’Agenzia Dionisio: «Con le nuove tecnologie ci adeguiamo ai migliori standard in materia di controllo»
PESCARA. Le Aquile sono pronte a volare. Si tratta di una flotta di droni in dotazione all’Arta Abruzzo (l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente), che li utilizzerà per monitorare la qualità ambientale del territorio regionale. I droni avranno il compito di effettuare monitoraggi periodici nei luoghi più a rischio, ad esempio le coste e le zone a più alto tasso di urbanizzazione, oltre che controlli straordinari nei siti a rischio.
Con il progetto, l’Arta si dota di un nuovo, efficace strumento per potenziare la capacità investigativa in ambito ambientale. Perché, come spiega il direttore Maurizio Dionisio, questi piccoli aeromobili dotati di fotocamera riescono ad arrivare anche dove l’uomo non può, offrendo per di più un punto di vista privilegiato dal cielo.
«In caso di incendio, ad esempio», spiega Dionisio, «è difficile offrire in tempi rapidi una valutazione della qualità dell’aria, vista la difficoltà di avvicinarsi alle aree in fiamme o comunque ancora fumanti. Prima si utilizzavano sistemi di captazione dell’aria, ma con questi nuovi strumenti il risultato è sicuramente più accurato». Seguono il progetto i chimici dell’Arta Massimo Giusti e Mosè Lamolinara, mentre i droni verranno pilotati da personale specializzato dopo un corso di addestramento.
Tante le applicazioni, dal controllo delle discariche alla ricerca di scarichi abusivi lungo il corso dei fiumi, alla mappatura dei fenomeni di erosione lungo la costa, fino al controllo degli inquinamenti da idrocarburi. «Un altro utilizzo interessante», spiega ancora Dionisio, «è il controllo dell’inquinamento da amianto: sorvolando sui tetti realizzati con questo materiale, il drone riesce a valutarne le condizioni, individuando i casi in cui iniziano a sfaldarsi e intervenendo per evitare che questo materiale cancerogeno si diffonda nell’aria». Al momento, i droni sono utilizzati per osservare le aree intorno alla mega discarica abusiva di Bussi sul Tirino. Per ora, il costo del’operazione si aggira intorno ai 300mila euro. «È un progetto a cui tengo particolarmente», prosegue il direttore dell’Arta. «Sono fermamente convinto che sia indispensabile dotare l’Agenzia di strumenti che consentano di raggiungere un elevato standard tecnologico. Questi nuovi aeromobili ci consentiranno di rispondere ancora più prontamente ed efficacemente alle esigenze del territorio».
Nello specifico, i sensori utilizzati per la termografia permetteranno ai droni di rilevare differenze di temperatura anomale e di misurare le temperature assolute, mentre il drone da laboratorio consentirà, tramite specifici sensori a raggi infrarossi, di acquisire campioni d’aria da analizzare successivamente in laboratorio, evitando l’esposizione dell’operatore a potenziali pericoli. Estremamente importanti le future applicazioni: in particolare, il “drone naso” che grazie a un rilevatore portatile permetterà di misurare un’ampia gamma di inquinanti e di effettuare rilevazioni dinamiche in ogni parte della regione. «In un momento storico in cui le risorse economiche da destinare alla prevenzione e al controllo del rischio ambientale sono ridotte», conclude Dionisio, «la tecnologia offre opportunità che fino a qualche tempo fa erano assolutamente impensati. Ringrazio l’assessore regionale all’Ambiente, Emanuele Imprudente, per il sostegno a un progetto che consentirà di rendere ancora più incisiva l’azione dell’Agenzia nel controllo e nella tutela dell’ambiente».
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