Concorsone Ripam, rischio annullamento

Il Tar del Lazio chiede al ministero delle Infrastrutture chiarimenti sulle procedure seguite
L’AQUILA. Nuova grana sul “Concorsone” del 2012, indetto dalla commissione interministeriale Ripam, per l’assunzione di 300 unità di personale di ruolo, di cui 128 presso il Comune dell'Aquila, 72 presso i comuni del cratere e altri presso il Ministero delle infrastrutture e trasporti. Tutti, comunque, dovevano essere temporaneamente assegnati agli uffici speciali per la ricostruzione e alla Regione Abruzzo. Il bando di concorso, infatti, compresi “tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenti”, rischia di essere annullato, come hanno chiesto 13 dipendenti del Mit che non erano stati messi nelle condizioni di poter partecipare. A decidere sulla materia è la terza sezione del tribunale amministrativo regionale per il Lazio, che per ora ha concesso 45 giorni al Ministero per spiegare quale sia lo stato della procedura concorsuale, quale sia il numero dei partecipanti e di coloro che sono stati eventualmente assunti. L’udienza per la discussione di merito è stata fissata per il 10 gennaio del 2018. La storia prende le mosse nel 2010 da un precedente bando di concorso per il conferimento di 30 posti a tempo indeterminato di funzionario amministrativo contabile. L'articolo 1 del bando prevedeva una riserva del 10% dei posti messi a concorso a favore del personale interno, in possesso di precisi requisiti. Nel 2012, tuttavia, la commissione interministeriale Ripam, dopo aver approvato il nuovo bando di concorso per il reclutamento di 300 unità di personale di ruolo, aveva revocato il precedente sulla scorta delle disposizioni legislative contenute nel famoso decreto legge sulla “Spending review”. Secondo i tredici ricorrenti, rappresentati dagli avvocati Enrico Soprano e Eduardo Riccio il Ministero, che avrebbe dovuto comunicare l'avvio del procedimento che aveva portato alla revoca del concorso, si era ben guardato dal farlo. Questa omissione avrebbe impedito loro di partecipare al nuovo concorso. I tredici dipendenti esclusi dalla nuova selezione hanno avanzato anche profili di “illogicità, irrazionalità; disparità di trattamento, violazione e falsa applicazione” della legge sulla spending review, che avrebbe dovuto riguardare le procedure concorsuali non ancora avviate alla data del 31 ottobre 2012. Non certo, dunque, il bando del 2010, già in itinere, che per motivi di tempistica non poteva essere soggetto all'applicazione delle successive previsioni di contenimento della spesa pubblica. Sempre secondo i ricorrenti, al contrario, a essere illegittimo sarebbe il secondo bando di concorso, per “violazione dell'articolo 24 del decreto legislativo 150 del 2009, in quanto non avrebbe previsto la riserva dei posti per il personale interno nella misura del 50%”. Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti si è costituito in giudizio per resistere alla richiesta di annullamento.
Angela Baglioni

