Consuelo: basta lamenti le strade le puliamo noi

30 Agosto 2015

La battaglia della campionessa e commentatrice ortonese di volley Mangifesta «I cittadini devono prendere l’iniziativa». E tanti cominciano a fare come lei

ORTONA. Protesta costruttiva, senso civico di ritorno, ambientalismo di prossimità. Diverse le definizioni possibili per le iniziative dal basso mirate a restituire il decoro perduto ai luoghi che scandiscono la vita quotidiana, o anche a scorci dalla forte valenza simbolica. Consuelo Mangifesta incarna da un po' di tempo questi valori, che questa mattina riprenderanno corpo nell'ennesima uscita, di quelle che hanno già entusiasmato l'Ortona vogliosa di uscire dal cliché di città poco incline alla cura maniacale del look. Stavolta nell'obiettivo dei volontari chiamati a raccolta dalla campionessa di volley che vinse sei scudetti e militò nella nazionale per un lustro negli anni Novanta -e assessore comunale per una stagione, nel 2013- ci sono le “Quattro strade” di ingresso alla città. Appuntamento alle 9 attorno alla rotonda del carro armato.

Cosa spinge a a radunare amici e simpatizzanti della causa a trasformarsi in netturbini in una domenica mattina di agosto, in piena canicola?

«Sono molto arrabbiata. Ma sarebbe facile dire che ce l'ho con l'amministrazione comunale, e anzi non è proprio così. Voglio invece ricordare agli ortonesi, semplici cittadini o amministratori non importa, che è facile lamentarsi delle cose che non vanno, se poi non si è disposti a prendere l'iniziativa. Prendiamo appunto le Quattro strade: è il biglietto da visita della città per chi viene dalla Marrucina, dalla statale Adriatica e dalla A-14. Proprio chi entra dall'autostrada deve subire un tour obbligato tra erbacce che invadono l'asfalto, a sua volta in stato così pietoso da creare pericoli per le auto e quindi per la sicurezza di chi transita. Amo la mia città, ma sapere che i miei amici in arrivo e in genere i turisti debbano assistere a questo sconcio mi ha messo francamente a disagio. Ecco perché ho lanciato l'appello, e spero siano in tanti a aderire, magari per fare più gruppi da assegnare alle vie che si irradiano dal rondò».

Se si parla di decoro, qual è la Ortona ideale per Consuelo Magifesta?

«Niente effetti speciali, cioè grandi progetti. Almeno per il momento, visto che c'è un'emergenza strisciante che se non contrastata per tempo ci porterà a essere circondati dai rifiuti se non si pone un freno all'incuria che dilaga oggi. Per esempio c'è la questione dei padroni dei cani a simboleggiare il doppio taglio del problema; da un lato molti di loro non si curano di raccogliere gli escrementi degli amici a quattro zampe, ma io stessa ho sperimentato, andando a passeggio col mio beniamino, che i cestini di raccolta sono assenti per lunghi tratti. Sul corso ce ne sono appena due, così pochi da scoraggiare anche i più volenterosi. Ecco, anziché discutere all'inifinito sull'acquisto di venti, trenta telecamere di sorveglianza, si potrebbe pensare a trenta cestini. Costano molto meno».

Il nome di Consuelo Mangifesta, ortonese che ha esaltato lo sport abruzzese ai massimi livelli, aiuta a attrarre consensi per questa battaglia?

«Spero sia davvero così, anche se almeno all'inizio ha avuto più peso la mia popolarità tra gli amici più stretti. Certo, poi si sono aggregati simpatizzanti e veri e propri entusiasti. Ho pensato lungo su questo aspetto, e ho concluso che avrei fatto tutto questo anche se fossi stata una casalinga o un'impiegata. E' una questione di dignità che ci riguarda tutti, e me come cittadina. Lavoro a Milano, ma da sempre amo la mia Ortona. E vorrei che tutti gli ortonesi la pensassero così».

Francesco Blasi

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