Contributi, richiesta di arretrati Manifestazione degli avvocati

17 Aprile 2018

PESCARA . Una denuncia al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, affinché diffidi l’Inps «dal porre in essere qualunque azione esecutiva in danno degli avvocati destinatari di provvedimenti...

PESCARA . Una denuncia al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, affinché diffidi l’Inps «dal porre in essere qualunque azione esecutiva in danno degli avvocati destinatari di provvedimenti giurisdizionali per la mancata iscrizione alla Gestione Separata».
Lo ha deciso nel corso dell’ultima assemblea l’Organismo congressuale forense in relazione alle cartelle inviate dall’Inps che chiede il pagamento di oneri previdenziali. Contro l’ondata di cartelle, ieri mattina, i giovani avvocati abruzzesi hanno manifestato in silenzio sotto la sede dell’Inps di Pescara. Contributi previdenziali, secondo i professionisti, che non sarebbero dovuti in quanto per gli avvocati, come stabilito dalla maggioranza dei Giudici del Lavoro chiamati a pronunciarsi sulla questione, l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata non sussiste, così come per le altre categorie iscritte a una cassa previdenziale autonoma che svolgono attività già soggette al versamento di contributi presso la propria Cassa privata.
Orientamento diverso per la Cassazione, dove sono già approdati i primi appelli, che con due sentenze ha ribaltato i pronunciamenti di primo e secondo grado. In Abruzzo, la materia si trova ancora alla sezione lavoro della Corte d’Appello dell’Aquila. La discussione del ricorso è fissata per il 26 aprile.
Nella stessa situazione anche architetti, ingegneri, geometri, professionisti vari iscritti agli albi di appartenenza, che si sono visti recapitare cartelle e sanzioni per i mancati versamenti, ma alla manifestazione di ieri a protestare erano solo gli avvocati. Cartelle, che in qualche caso arrivano anche a 30mila euro. Sulla questione anche il Movimento cinque stelle ha presentato un’interrogazione parlamentare, che non è stata discussa durante la scorsa legislatura. Gli avvocati non mollano la presa. Al vaglio c’è la possibilità di presentare denunce-querele presso le Procure territorialmente competenti, ed esposti collettivi per danno erariale) alle Procure della Corte dei conti di Puglia, Campania, Calabria, Sicilia, Toscana, Abruzzo, Lazio e Lombardia. (a.bag.)