«Così il sistema informatico cambiò all’insaputa del cda»

23 Luglio 2014

I giapponesi imputano all’ex manager di avere affidato l’ammodernamento della gestione operativa a una società a lui vicina, senza informarne i vertici

ATESSA. Gli avvocati della Honda lo chiamano il “sistema Tecseo”. Tutto parte dalla necessità di aggiornare il sistema operativo in uso nella fabbrica del colosso giapponese. Nel 2006 la Ibm informa l'azienda che dal 30 aprile 2007 la società avrebbe smesso di supportare il sistema operativo utilizzato da Honda Italia su cui era installato il sistema Erp Mapics, adottato nello stabilimento di contrada Saletti nel 1997, dieci anni prima, un'eternità per i sistemi per la gestione di procedure come acquisti, magazzino, controllo della qualità, contabilità, risorse umane. «A partire dal 2007» scrivono gli avvocati dell'accusa «a qualunque amministratore minimamente diligente sarebbe dovuto apparire assolutamente urgente e doveroso aggiornare il sistema in uso presso Honda Italia». E invece scatta, sempre secondo l'accusa, un sistema «per sfruttare tale necessità aziendale per i fini del signor Di Lorenzo che lavorò per anni a questo obiettivo fino a quando non ritenne che fosse giunto il momento propizio». Il primo passo, secondo la ricostruzione dell’azienda, è stato individuare una srl a lui vicina, la Tecseo, di cui è amministratore unico Gabriele Scalzi. L'azienda si occupa tutt'ora di organizzare corsi di aggiornamento professionale e di formazione e all'epoca, secondo il dossier Honda, non era in grado di prestare servizi informatici tanto che dovette subappaltarli ad altre società comportando costi altissimi e prezzi del tutto fuori mercato. Ed è alla Tecseo che da vice presidente Honda Italia, Di Lorenzo affida, dal 2009, l'ammodernamento del sistema Mapics «del tutto arbitrariamente e all'insaputa sia del cda che dell'organo dei valutatori di cui faceva parte anche l'allora presidente di Honda Italia Oyama» così come scrivono gli avvocati. La Tecseo comincia quindi a lavorare al progetto dal 2010, senza che nulla fosse stato ancora deciso dall'azienda che continuava a non essere informata delle sottoscrizioni dei vari contratti. Anche quando, nel 2011, il presidente Oyama chiese una nuova riunione per decidere un piano di lavoro triennale, questa non si tenne mai. Fino al 2012 quindi Tecseo costa a Honda 1.170.000 euro quando invece l'intero progetto, secondo la riunione del febbraio 2011 con il gruppo dei valutatori, sarebbe dovuto costare complessivamente 1.036.000 in tre anni. Ma non basta. A febbraio 2012 non c'è alcun risultato concreto per l'azienda giapponese e si sono accumulate fatture su fatture per servizi completamente inutili ai fini del progetto di aggiornamento informatico. Dopo quelle che Honda chiama le «dimissioni» del signor Di Lorenzo, Honda Italia deve quindi riconsiderare l'ammodernamento del sistema Erp e rivolgersi altrove prevedendo un investimento complessivo di 550mila euro più 36mila euro annui per spese di assistenza. Secondo l'accusa i danni economici consistono nei costi superflui per il sistema New Mapics gestito da Tecseo e Tecseo.it (società sempre riconducibile a Scalzi subentrata in un secondo momento), nel mancato ottenimento di benefici economici, in danni materiali e costi per l'attività svolta comunque da Ibm (621mila euro). Dal 2007 al 2012, Honda calcola un danno di 700mila euro l'anno per una cifra complessiva di 4milioni e 200mila euro. (d.d.l.)

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