Così la crisi ha cambiato l’Abruzzo

Mercato immobiliare, export, risparmi: la foto di Banca d’Italia
L’AQUILA. Mercato immobiliare in flessione, calo dei consumi per le famiglie e dei prestiti bancari, aumento della disoccupazione: nel 2013 in Abruzzo l'attività economica si è ulteriormente contratta. È quanto emerge dal rapporto su "L'economia dell'Abruzzo" realizzato dalla Banca d'Italia e presentato ieri all'Aquila. «L'economia continua rallentare, l'unica nota positiva è che questo rallentamento è diminuito progressivamente rispetto all'anno precedente», commenta il direttore della filiale regionale della Banca d' Italia, Luigi Bettoni.
Nel rapporto si spiega che «le imprese manifatturiere maggiormente orientate all'export hanno registrato risultati migliori rispetto a quelle operanti in prevalenza per il mercato interno. a sul calo dei consumi delle famiglie, particolarmente accentuato per i beni durevoli».
Anche per le esportazioni le cose non vanno meglio: «Sono diminuite in valore, come un anno prima, riflettendo il calo registrato nei settori dell'elettronica, del farmaceutico e del tessile e abbigliamento; si è registrata invece una ripresa delle vendite all'estero di mezzi di trasporto e di prodotti dell'industria alimentare. Le esportazioni continuano nel complesso a collocarsi su livelli inferiori rispetto al picco raggiunto nel 2007, prima della crisi».
Il protrarsi della crisi ha inciso negativamente sulla redditività delle impreseLa propensione a investire è rimasta generalmente contenuta; segnali di ripresa del processo di accumulazione del capitale si sono osservati tra le grandi imprese».
Quello che sembra poter salvare la regione è la ricostruzione del capoluogo: «Ha continuato a sostenere i livelli produttivi dell'edilizia. La debolezza del comparto rimane tuttavia elevata nelle altre aree, in presenza di un'ulteriore flessione delle compravendite nel mercato immobiliare. La contrazione del reddito disponibile, solo parzialmente attenuata dall'aumentato ricorso alle prestazioni sociali, si è rifless abruzzesi: «Hanno registrato un peggioramento anche le condizioni di indebitamento e il grado di liquidità. Si è ridotto il numero delle imprese attive. Nel 2013 le condizioni del mercato del lavoro regionale si sono ulteriormente deteriorate. Il numero di occupati è diminuito rispetto all'anno precedente (-3,4%), in particolare nell'industria e nelle costruzioni; nelle attività del commercio si è registrata una forte caduta. La flessione dell'occupazione ha riguardato soprattutto la componente maschile, quella a tempo parziale e quella più giovane. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto un valore storicamente elevato, in particolare per la popolazione di età compresa tra i 15 e i 34 anni (21,7%). Fra i giovani abruzzesi, il numero di immatricolati a corsi di studio universitari, già in flessione nel periodo precedente, si è ulteriormente ridotto (11,3%), più della media italiana».
Nel 2013, inoltre, c'è stato anche un calo dei prestiti bancari al settore privato. «Le erogazioni di nuovi mutui alle famiglie sono ulteriormente diminuite (-28,5%). Il credito al consumo erogato da banche e società finanziarie si è ugualmente ridotto, a fronte del calo della spesa delle famiglie per l'acquisto di beni durevoli», si spiega nel rapporto: «I depositi bancari hanno rallentato, riflettendo la dinamica dei depositi a risparmio; si è ridotto lo stock di obbligazioni bancarie possedute dai residenti. Nel confronto con le regioni del Mezzogiorno e con la media nazionale, le famiglie abruzzesi destinano una quota più elevata della ricchezza finanziaria al risparmio postale e ai depositi bancari; è invece inferiore il peso dei titoli a reddito fisso, delle azioni e delle quote di fondi comuni di investimento».
Michela Corridore
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