«Così quell’apparizione ci ha salvate»

11 Maggio 2018

Annamaria ha rischiato di annegare in un fiume, Ida in un laghetto melmoso, poi l’invocazione e il miracolo

MANOPPELLO. «Allunga la mano e aggrappati a me». Era il Volto Santo che parlava alla piccola Annamaria Di Vincenzo, all’epoca sette anni, mentre il suo corpo, quasi esanime, volteggiava tra i flutti del fiume Vallone ingrossato (oggi solo un ruscello) prima di «ritrovarsi sulla terraferma senza sapere come».
Accadeva un giorno di 65 anni fa, mentre la bimba si recava, con i compagnucci della seconda elementare, nella scuola di campagna, al tempo come oggi una abitazione privata che si trova in via dei Salici, a ponte Alba, nelle vicinanze dello svincolo che dalla statale 5 conduce al santuario di Manoppello, in Val Pescara. La maestra, Magda Paolantonio di Pescara, stava aspettando la sua classe in cima alle scale di pietra e mattoni. Ma i bimbi, quel giorno, non arrivarono mai. Pochi metri più avanti si stava consumando la tragedia. «Sono stata una discola»- ricorda Annamaria, oggi 72enne, moglie di Mario Di Michele, stessa età, madre di Sabrina, Alessio e Samuela, 48, 44 e 42 anni e nonna di otto nipoti tra gli 8 e i 18 anni: Camilla, Marco, Giacomo, Filippo, Sofia, Lorenzo, Giulio e Stefano, «mamma Annunziata me lo aveva detto tante volte di non attraversare quella scala di legno posta a guado del fiume. Ho disobbedito, ho perso l’equilibrio e sono finita in acqua. Stavo quasi per morire, ma mentre ero sott’acqua e udivo le grida disperate dei miei amici che urlavano: «Annamaria se l’è portata l’acqua», all’improvviso mi è apparso il volto di Gesù risorto che mi diceva:«Allunga la mano e aggrappati a me». Così mi sono salvata. Ma, uscita dall’acqua non ricordavo più nulla». Annamaria è figlia di Giuseppe e Annunziata, morta il 15 maggio dello scorso anno, giorno della festa del Volto Santo, all’età di 99 anni, e sorella di Domenico, Alessandro, Aldo e Rosanna.
Aveva dieci anni, invece, Ida Di Renzo, 74 anni, quando è scivolata nel laghetto melmoso dove si abbeveravano gli animali vicino la fattoria di famiglia a Colle Sant'Andrea, 300 metri di altitudine, in linea d'aria col santuario del Volto Santo. Sotto di lei, un abisso di sette metri. Oggi, al posto del lago, solo una pozza d'acqua ricoperta di tamerici. Rischiava di affogare, annaspava, ma non ha mai gridato dalla paura:«Ero sola», racconta Ida, vedova di Sante Costantini, imprenditore edile con il quale, anni dopo quella vicenda, si sposò al Volto Santo il 2 febbraio 1964 prima di andare a vivere insieme a lui per 16 anni in Lussemburgo, «mamma Anna era andata al mercato. Mentre tentavo di aggrapparmi al fango scivoloso, ho guardato in direzione del santuario e ho chiesto aiuto al Volto Santo. Puoi farmi morire, se vuoi, l’ho pregato, ma sappi che quando mamma tornerà, mi troverà morta. Non avevo paura per me, ma immaginavo la disperazione di mamma se mi avesse ritrovata in fondo al lago senza vita». Entrambe le signore sostengono di non ricordare nulla dei brevi istanti in cui dalla morte sono tornate alla vita. Annamaria e Ida si considerano miracolate dal Volto Santo e le loro storie di devozione profonda alla Sindone d'Abruzzo, stanno per fare il giro del mondo grazie al docufilm "Il volto ritrovato di Gesù, viaggio nei luoghi, nella storia e nelle leggende del Volto Santo di Manoppello" realizzato dai giornalisti Rai Anna Cavasinni e Fabrizio Franceschelli.
Il dvd, che raccoglie le testimonianze dell’intera comunità manoppellese avvolta dalla fede a due passi dal santuario retto da padre Carmine Cucinelli, sarà in vendita in tutte le edicole abruzzesi, allegato al Centro, a partire da domani al prezzo di 5,80 euro più il prezzo del quotidiano, 1,20.
Annamaria e Ida si sono conosciute 15 anni fa durante una delle numerose attività ludiche organizzate dal centro ricreativo pensionati dello Scalo, presieduto da Roberto Rocci, che conta 315 iscritti. Insieme, hanno lentamente sciolto i ricordi rimasti intrappolati per anni: «Solo le nostre famiglie sapevano, non abbiamo mai voluto rivelare nulla a nessuno». Poi è arrivata la troupe della televisione e il paese intero, artigiani, contadini, storici e figuranti in costume d'epoca, si sono mobilitati per realizzare una importane produzione culturale, storica ed editoriale che il Centro promuove per i suoi lettori.