Covid, 10mila positivi passano le feste pasquali a casa

8 Aprile 2023

Il confronto con i dati della Pasqua dell'anno scorso. Il primario Grimaldi: «I fragili usino la mascherina nei posti affollati»

PESCARA. Diecimila abruzzesi resteranno chiusi in casa durante il primo vero fine settimana turistico dell’anno, quello pasquale, perché positivi al Covid. È un dato, quello fornito ieri dalla Regione nel consueto bollettino settimanale, che ha una interpretazione duplice.

Da una parte, infatti, dà il segno di come il coronavirus abbia rallentato la sua presa: basti pensare che a Pasqua dell’anno scorso i positivi erano quattro volte e mezzo di più di oggi e la pressione ospedaliera era molto più forte. Anzi, ora è nulla in terapia intensiva: il nuovo bollettino segnala infatti zero abruzzesi in rianimazione, ma anche zero vittime delle complicanze del Covid nell’ultima settimana. Dall’altra parte, però, la quota di diecimila positivi ci dice anche che la pandemia è tutt’altro che finita. Il virus circola tra noi ed è ancora pericoloso. Tanto che 55 abruzzesi lottano ancora contro il Covid in ospedale.

Stabile la pandemia ma i reparti intensivi si svuotano

«Siamo in una situazione abbastanza stabile e tranquilla, sembra cominciare a intravedersi un’uscita dalla pandemia. Anche perché in molti hanno una immunità resa molto forte dalla vaccinazione e dall’essersi anche contagiati», spiega Alessandro Grimaldi, primario di Malattie infettiva nell’ospedale dell’Aquila. Che avverte: «Ma non dobbiamo abbassare la guardia, perché questo virus, oltre a poter lasciare strascichi con il Long Covid, può ancora essere pericoloso. E lo dico prevalentemente alle persone fragili: in ambienti affollati non è assurdo per loro pensare di tornare a usare la mascherina. Perché il virus circola ancora e molto: i positivi in Abruzzo sono amolti e più di quelli che conosciamo realmente. Dobbiamo infatti considerare che in questa fase veniamo a sapere di una nuova positività quasi esclusivamente quando a contagiarsi è una persona molto anziana o con una malattia severa, perché ha dei sintomi più importanti o perché si reca nelle strutture sanitarie. Se a contagiarsi è una persona più giovane o in salute, invece, raramente lo scopriamo».

IL CONFRONTO Nel 2022 il giorno di Pasqua fu il 17 aprile. Già da qualche settimana aveva preso il sopravvento la sottovariante Omicron 2, che stava riportando verso l’alto il numero dei contagi dopo l’impennata ripidissima provocata da Omicron 1 nei mesi precedenti. Il bollettino della Regione del Venerdì Santo dell’anno scorso segnalava 45.218 abruzzesi attualmente positivi. Di questi, 294 erano ricoverati nei reparti ospedalieri ordinari, mentre 14 in terapia intensiva.

Oggi, che è ancora dominante la sottovariante Omicron 5, la quale dopo lunghi mesi di diffusione ha allentato i suoi effetti sul territorio, i dati sono nettamente inferiori rispetto alla Pasqua del 2022: ci sono, appunto, 9.764 positivi e 55 ricoverati in ospedale, tutti nei reparti di area medica.

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