D’Alfonso sta per lasciare E dà i voti al nuovo esecutivo

2 Giugno 2018

PESCARA . «Le mie dimissioni arriveranno non appena si definirà la mia natura giuridica di senatore. In termini giuridici, l’ordinamento mi precisa che se non interviene la convalida io sono sub...

PESCARA . «Le mie dimissioni arriveranno non appena si definirà la mia natura giuridica di senatore. In termini giuridici, l’ordinamento mi precisa che se non interviene la convalida io sono sub iudice. La mia votazione può essere invalidata. Voglio avere certezza di questa condizione giuridica e dopodiché realizzo quella che ho anticipato come la scelta di opzione».
Così, all’indomani dell’ufficializzazione del Governo, il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, eletto senatore con il Pd alle elezioni dello scorso 4 marzo. «Adesso», aggiunge, «si devono insediare le commissioni parlamentari. La commissione per quanto riguarda la verifica dei poteri dovrebbe toccare all’opposizione. Io farò in modo che sia il primo punto all’ordine del giorno, lavorerò affinché sia il primo caso a essere esaminato. Non penso che Conte sia uno della lista Beautiful, penso che sia un professionista importante e che possa dare anche un contributo di moderazione e di prevalenza dei temi urgenti del Paese».
E ancora: «Ho molta fiducia nel lavoro che farà Giancarlo Giorgetti», ha detto D’Alfonso, «perché è stimato da tutti. Stimo molto e smisuratamente Moavero Milanesi che è un punto di certezza per tutto quello che occorrerà non solo all’Italia, ma anche all’Europa. Ho sentito parlare anche di altre figure, come il professor Giovanni Tria, di cui mi parlano molto bene». E arriviamo al punto dolente «Non conosco», ha aggiunto, «quello che potrà fare Danilo Toninelli alle infrastrutture», il discastero al quale D’Alfonso aspirava molto.
Poi una battuta su Barbara Lezzi: «Spero che abbia la consistenza che hanno dimostrato De Vincenti, Barca o Trigilia». E infine: «Ho molto fiducia nel lavoro che farà Giulia Bongiorno, non solo perché ho simpatia per i penalisti, che sono operatori di libertà, ma perché non ha in odio lo studio delle carte. Quando vedo persone che hanno la curvatura di studiare le carte», ha concluso D’Alfonso, «ho fiducia». (l.a.)