Da domani in regalo col Centro: “Antichi mestieri in Abruzzo”

Una raccolta con 20 fascicoli
PESCARA. Quanti mestieri sono scomparsi o si sono trasformati. Da domani il Centro, in collaborazione con il collezionista Gianni Brandozzi e con il sostegno di Maico propone una raccolta in fascicoli di quaranta stampe d’epoca di grande pregio: sfileranno dunque calzolai, osti, venditori ambulanti e tanti altri personaggi del passato. In totale i fascicoli saranno venti, allegati gratuitamente insieme al quotidiano e usciranno a partire da domani 8 Aprile ogni lunedì, mercoledì e venerdì (tranne il 1° Maggio anticipata al 30 Aprile).
«La società contemporanea», spiega Brandozzi, «sta facendo scomparire velocemente l’importante eredità culturale tramandata nei secoli dalle generazioni del passato. Per questo motivo la collezione “Arti e mestieri per via” vuole proporsi come riflessione, in particolare per le nuove generazioni, che troppo distrattamente e superficialmente stanno raccogliendo un’eredità di grande valore senza comprenderne il significato intrinseco e culturale che la caratterizza». Naturalmente non tutti i mestieri artigianali rappresentati sono scomparsi, precisa Brandozzi, «ci sono mestieri artigianali che si svolgono ancora oggi con gli stessi utensili e le stesse tecniche di un tempo, sebbene ovviamente migliorate dallo sviluppo tecnologico: si pensi al calzolaio o al fabbro, per esempio. Ci sono invece mestieri fortemente rivoluzionati o totalmente scomparsi a causa delle invenzioni tecnologiche, delle produzioni su vasta scala delle multinazionali o delle nuove abitudini di vita. Ne sono un esempio il venditore di ghiaccio, sostituito dal frigorifero, o tutti quei mestieri che si occupavano di riparare oggetti o abiti, come lo stagnaro, il carbonaio, il sediaro, il calzettaio»… In questi casi, quando anche la memoria perde la traccia di queste attività, diventano fondamentali le fonti e i documenti. Così i disegni e le incisioni di Bartolomeo Pinelli, Basilio Cascella o dei Carracci e Palizzi diventano preziose testimonianze, per noi contemporanei, del vissuto quotidiano delle nostre terre, dei costumi e degli utensili utilizzati dal ceto borghese e popolare».
Entusiasta dell’iniziativa Mauro Menzietti, presidente dell'istituto acustico Maico: «Ho scelto di sponsorizzare questa iniziativa perché credo nel suo valore sociale. Da sempre sono appassionato di tradizioni della nostra Regione dove lavoro e vivo con la mia famiglia, e non ho mai smesso di promuovere campagne di comunicazione e pubblicazioni per dimostrare che alla base di tutto ci deve essere una corretta informazione».
Grazia De Marco

