Dal giallo al rosso: i quattro colori che indicano il grado di pericolo

16 Novembre 2019

Per identificare il livello di pericolosità delle allerte si usano da qualche anno i colori che, sulla base dell’esperienza di altri paesi europei, hanno preso il posto dei numeri (da 1 a 5). Si...

Per identificare il livello di pericolosità delle allerte si usano da qualche anno i colori che, sulla base dell’esperienza di altri paesi europei, hanno preso il posto dei numeri (da 1 a 5). Si parla quindi di codice verde, giallo, arancione e rosso in base all'intensità dei fenomeni e al rischio idrogeologico. Codice verde: è il primo grado e il più basso di allerta. Si utilizza quando la situazione meteorologica è stabile e non presenta alcun rischio o pericolo per cose e persone.
Codice giallo: questa allerta viene diramata in caso di piogge molto intense, localmente pericolose. In questo caso si sconsigliano alcune attività all’aperto per potenziali situazioni di criticità. Non si escludono l’innalzamento dei corsi d’acqua e piccole frane. Il codice arancione indica la possibilità di fenomeni molto intensi ed estesi (piogge continue e molto abbondanti, trombe d’aria), con rischio elevato per esondazioni, smottamenti, frane, caduta di alberi e danni a persone e cose. Il codice rosso è l’allerta più temuta. La Protezione civile la dirama in caso di situazioni estreme. Sono previste piene fluviali, rotture degli argini ed estesi allagamenti. Per l'eccezionalità degli eventi meteo si possono verificare danni a edifici, caduta di alberi e di pali della segnaletica, danni alle colture agricole e infrastrutture. In caso di allerta rossa vengono emesse delle ordinanze per la chiusura delle scuole e, in alcuni casi, anche di uffici pubblici.