Dall’Aquila del post-terremoto la cucina tipica va “on the road”

13 Ottobre 2018

L’AQUILA. Dall’Apetta alla roulotte. Una vera e propria cucina professionale, stavolta su ruote, da agganciare alla vettura. E via alla scoperta di nuovi territori e piatti regionali. Va lontano il...

L’AQUILA. Dall’Apetta alla roulotte. Una vera e propria cucina professionale, stavolta su ruote, da agganciare alla vettura. E via alla scoperta di nuovi territori e piatti regionali. Va lontano il progetto di street food itinerante di Paola D’Ettorre e Valentina Perilli, le due donne aquilane appassionate di viaggi e di cucina che hanno centrato l’obiettivo portando le loro prelibatezze on the road. Una scommessa vinta subito all’indomani del sisma 2009, il tempo di riorganizzarsi per il forzoso stop e giù con il progetto di cucina viaggiante sull’Ape Piaggio attrezzato di tutto punto. Panini dall’impasto ricercato, arrosticini, minestra di lenticchie, polpette di agnello e crema di ceci, tutto rigorosamente Abruzzo doc. Un successo conclamato dal premio speciale Street food on the road del Gambero Rosso, tre anni fa. Nonostante i limiti logistici l’Aperò è andato forte. «Un’idea vincente e al passo coi tempi» raccontavano allora al Centro, «niente più affitti del locale da sostenere, nè personale da assumere, costi a cui oggi è impossibile far fronte tra contributi e tasse». «L’acquisto di un Ape attrezzata ha sì un costo elevato, ma almeno ti ritrovi un bene di proprietà che puoi gestire come vuoi. Un po’ di sacrificio iniziale e la libertà di portare avanti l'attività in completa autonomia». Anche in quel caso la rete si è rivelata preziosa: «Abbiamo visto su internet» raccontava Paola, «che a Milano girava un Ape allestita per gli aperitivi. Abbiamo contattato la società Street Food Mobile che in collaborazione con la Piaggio ha realizzato il progetto delle Apette attrezzate e dopo due anni è arrivata il nostro Ape, realizzato secondo il nostro progetto. Nonostante le lungaggini burocratiche siamo riuscite nello scopo: fare cucina abruzzese di tradizione e portarla in giro». Per fine anno le due amiche già si sognano «più itineranti, più zingare», con al seguito la roulottina vintage «più adeguata per il nostro tipo di cucina». Sui lunghi percorsi toccava trasportare l’Apetta col carrattrezzi, sotto i 500 di cilindrata non si viaggia in autostrada. «Con l’arrivo del nuovo mezzo potremo allungare i nostri itinerari, siamo già alla ricerca di nuovi territori e nuove ricette da creare con gli ingredienti del posto» aggiunge Paola attualmente impegnata in un ristorante pizzeria di Tempera. «Siamo in attesa, entro la prossima primavera contiamo si fare una bella inaugurazione. Il nome della roulotte? Top secret».