Dall’orzo di Pianella nasce l’agribirra sana e “fatta in casa”

Il “cocktail” di ingredienti indovinato dall’azienda Chiappini e la certezza di poter contare su una filiera tutta interna
PESCARA. «Se non ti dai da fare, se non fai camminare il cervello, il mercato economico oggi ti schiaccia. E poi, soprattutto in agricoltura, non raccogli il frutto del sacrificio che c'è dietro il tuo lavoro». Melania Chiappini, 46 anni, titolare dell'omonima azienda agricola di Pianella, ha le idee chiare e il sorriso fiero per ciò che si produce sulla sua terra: l'agribirra.
Nipote di mezzadri abruzzesi e figlia di emigranti, Melania ha trascorso i primi dieci anni della sua vita in Svizzera, per la precisione ad Aesch, vicino a Basilea, imparando presto il tedesco mentre il papà e la mamma hanno lavorato come operai in un'azienda metallurgica. Erano anni difficili, ma la famiglia Chiappini non si è fatta scoraggiare e, dopo aver messo insieme soldi a sufficienza, è ritornata in Abruzzo comprando casa a Cepagatti, dandosi da fare con altri lavori e aprendo anche un bar.
Per Melania la vera avventura lavorativa inizia nel 2003 quando nasce la sua azienda agricola. Un ritorno alle origini in chiave moderna che prende avvio dopo il matrimonio con Mauro Di Martile e la nascita di Sara e Luca, che ora hanno rispettivamente 20 e 17 anni e che contribuiscono al lavoro dei propri genitori. Prima la casa con un piccolo appezzamento di terreno con circa centoventi piante di olivo, poi l'occasione di comprare i terreni confinanti e l'idea vincente: oltre a produrre olio, cereali e ortaggi si comincia con la produzione della birra .
«Era il 2012», spiega Melania, «e i tempi erano maturi, noi eravamo pieni di entusiasmo e pronti ad iniziare una nuova avventura, anche se un po' in controtendenza vista la crisi in corso. Ma la concorrenza dell'olio, che proveniva anche dall'estero, ci ha spinto a farci coraggio e tentare».
Un passo fortunato e un'ottima scelta visto che oggi il birrificio agricolo Golden Rose, come hanno voluto chiamarlo Melania e Mauro traendo ispirazione dal rosone dorato della Chiesa di Santa Maria Maggiore a Pianella, è tra i primi birrifici agricoli d'Italia ed ha la caratteristica di gestire l'intero processo produttivo dalla semina al prodotto finito.
Ogni elemento utilizzato per produrre la birra è naturale e sono quindi esclusi tutti i prodotti chimici che interferirebbero con la missione di avere un prodotto finito dal gusto autentico.
«Trasformiamo in birra l'orzo che coltiviamo sulla nostra terra», continua l'imprenditrice, «che viene "maltato" e poi trasformato in birra nella nostra stessa azienda dove esiste un laboratorio e un impianto di produzione».
«Tutto il processo di trasformazione, ossia la cotta, la fermentazione, l'imbottigliamento o l'infustamento, l'etichettatura, si svolge nel nostro laboratorio, utilizzando materie prime di qualità, con tanta tecnica e soprattutto tanta passione», sottolinea, «è così che realizziamo le nostre birre ad alta fermentazione, non pastorizzate e non filtrate, senza coloranti né conservanti. Ne viene fuori una birra che conserva tutto il sapore, il profumo e le qualità che le sono proprie».
L'ideologia del Birrificio Golden Rose è la realizzazione di un prodotto di "nicchia" , ben diverso da qualsiasi birra industriale, che tramandi la passione e la fantasia usati nell'inventare e nel realizzare ogni singola birra ad ogni singolo sorso.
E così sono nate ben cinque tipologie di birra: la bionda Kristy, 5% Vol., facilmente abbinabile a tutte le pietanze; la rossa ambrata Valenty, 5,5 % Vol., più corposa con retrogusto amaro ottima con sapori decisi come arrosticini, tagliata, salsicce, pecorino; la nera Maya, 5 % Vol (Oscar Green Abruzzo 2014), leggermente affumicata con retrogusto al cioccolato e caffè con una punta di liquirizia, perfetta con dolci come tiramisù e cioccolato fondente; la fresca Lupas nata dall'abbinamento dei nomi dei papà di Melania e Mauro (Luigi e Pasquale), 4,4 % Vol, speziata e agrumata, ideale da usare come aperitivo; e per finire l'ultima nata, Arrib Arrib'a (letto al contrario "A birra birra"), corposa dalla tonalità oro, schiuma abbondante e corpo intenso, caratterizzata da un contenuto alcolico elevato, 8,4% Vol., dal gusto deciso in cui prevale il dolce del malto con il finale leggermente amaro e una complessità di spezie che emerge sempre più man mano che la temperatura sale.
Ma Melania e Mauro hanno anche avuto un'altra idea, quella di produrre "gelatina di birra", vincitrice dell'Oscar Green-Italia per Expo 2015 della Coldiretti, prelibato accompagnamento da utilizzare sia sui formaggi che sui gelati oltre che sulle carni e sui dolci in genere, e che viene proposto in degustazione anche nelle visite aziendali.
Già, infatti nell'azienda agricola Chiappini, oltre che per comprare, si può andare per degustare i prodotti e ci si può anche prenotare per mangiare e bere nel caratteristico "Agripub", dove si assaporano arrosticini e hot dog cucinati con prodotti locali accompagnati dall'immancabile birra. E per chi ha voglia di organizzare una festa, l'azienda fornisce birra a fustoni da 25 litri insieme alla necessaria "spillatrice" per versarla. (a.mo.)
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