Dalla “sua” Cavatassi alla vita in Thailandia: Denis il giramondo

Il ristoratore, originario della provincia di Teramo, prima di trasferirsi in Asia viveva a New York. E quell’errore giudiziario che stava per costargli caro
Quindici anni fa, a Phuket in Thailandia, Denis Cavatassi era stato dato dalla polizia locale come colpevole, ancora prima che il tribunale nazionale lo assolvesse per la morte del suo socio Luciano Butti. Questo fine luglio, quando Denis è arrivato nella sua nativa Cavatassi, una frazione di Tortoreto che i sui avi avevano fondato nel 1764, ha descritto al Centro la sua avventura: «La mia vicenda inizia nel 2011 con l'assassinio di un mio socio e il mio arresto come presunto mandante. Dopo quattro mesi di carcere ottengo il rilascio su cauzione e seguo il processo da libero fino alla condanna alla pena capitale a fine 2015. Ottenuto nuovamente il rilascio su cauzione, presento ricorso in appello, che nel 2017 conferma la prima sentenza. Passo quindi il 2017 e il 2018 in prigione in attesa del giudizio della Corte Suprema, che a fine 2018 mi assolve definitivamente. Sto scrivendo un secondo libro incentrato proprio su questa storia, che potrebbe uscire tra la fine di quest'anno e l'inizio del prossimo».
Di professione Cavatassi fa principalmente il ristoratore, ma si diletta come autore di libri. È stato infatti in Abruzzo dallo scorso luglio fino a metà agosto per promuovere il suo primo libro “La rivoluzione invisibile. Dal Vapore al Bit”. Il testo ripercorre le grandi trasformazioni che hanno plasmato la storia umana, a partire da quella agricola fino a quella industriale. In Thailandia, Cavatassi gestisce un ristorante e un boutique hotel a Phi Phi Island, oltre che un ristorante e un hotel a Phuket (nella località di Kata Beach) e vive lì stabilmente con sua figlia Asia di 15 anni.
«Avevo due sogni nel cassetto», confessa Cavatassi: "vivere a New York City e poi in Sud America. Così nel 2002 ho trascorso un anno a New York City dove ho iniziato a lavorare nella ristorazione per sostenermi. Quando andai a New York avevo uno studio di consulenza agronomica in Abruzzo, e nel mio lavoro era molto importante la lingua inglese per cui spesso andavo a Londra per perfezionare la lingua. In seguito scelsi New York City e dopo poche settimane decisi di restare e comunicai le dimissioni ai miei soci in Italia». Quindi Denis aggiunge che per lui, «New York è stata una grande esperienza e molto formativa, da lì mi si è aperto il mondo. Poi nel mio primo viaggio in Asia nel 2007 scoprii la Thailandia ed ebbi la sensazione che oltre ad essere molto bello ed avere un mare fantastico, fosse molto più sicuro di altre zone tropicali, tipo il Sud America. Così a 40 anni decisi di assecondare mio sogno nel cassetto».
Tornando alla Thailandia, Cavatassi rivela che «l'assassino di Butti (il suo ex socio, ndc)non si è ancora scoperto. Lui era toscano, veniva dalla provincia di Arezzo», specifica. Poi aggiunge che torna «in Abruzzo ogni anno e proprio quest’anno stavo valutando di investire su un terreno di famiglia».
Mentre era in Abruzzo, lo scorso luglio Cavatassi ha preso l'occasione per presentare il suo libro “La rivoluzione invisibile” (che mostra nella foto) durante tre eventi: a Colonnella, a Controguerra e a Salino di Tortoreto, spiegando che "nasco come agronomo, dove in realtà si studia la scienza della vita. Dai miei studi ho sviluppato una passione per la scienza in generale, per la storia dell'umanità e delle innovazioni tecnologiche, queste passioni sono i pilastri su cui si fonda il mio libro».
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