Danni degli orsi marsicani. Ecco le nuove regole per avere rimborsi

Rinnovato l’accordo con il Parco nazionale per accertamento e indennizzo ad allevatori e agricoltori.
In arrivo anche fondi per i carabinieri forestali: stanziati 900mila euro distribuiti in tre anni
L’AQUILA
La Regione mette al centro l’ambiente. Su proposta del vicepresidente Emanuele Imprudente della Lega, la giunta Marsilio ha siglato la convenzione tra Regione e Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm) per l’accertamento e l’indennizzo dei danni causati dall’orso bruno marsicano alle colture e al patrimonio zootecnico nei territori comunali di competenza regionale esterni al Parco. L’accordo rinnova una collaborazione avviata nel 2020 e punta a rendere «più rapide e uniformi» le procedure di accertamento e indennizzo: per il 2026 sono stanziati 25.900 euro.
Sempre al fine di tenere alta l’attenzione sul patrimonio della regione verde d’Europa, la giunta ha approvato anche un addendum alla convenzione tra Regione e Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste per adeguare le risorse destinate all’impiego delle unità dei carabinieri forestali nelle attività di competenza regionale. Il provvedimento rafforza la collaborazione istituzionale per le attività di vigilanza e controllo del patrimonio agro-silvo-pastorale, il supporto ai settori agricolo e della pesca e il contrasto alle frodi. Gli stanziamenti previsti ammontano a: 300mila euro per il 2026; 300mila euro per il 2027 e altri 300mila euro per il 2028, per un totale di 900mila euro in tre anni.
L’altra faccia degli indennizzi per i danni causati dalla fauna selvatica è la campagna di sensibilizzazione sulla convivenza tra animali e uomo. L’ultima iniziativa in merito è stata portata avanti dal Wwf Italia, e riguarda il rapporto, a tratti difficile, con l’orso bruno marsicano. Da sabato fino allo scorso mercoledì, infatti, si è tenuto il “Tour della coesistenza uomo-orso” del nel Parco Nazionale della Maiella. Iniziata a Taranta Peligna e conclusa a Civitella Messer Raimondo, per cinque giorni gli operatori e i volontari dell’associazione hanno incontrato le comunità cittadine che vivono nell’area della riserva per attività divulgative e momenti di confronto dedicati alla conservazione dell'orso. Accanto alle iniziative di sensibilizzazione, i volontari hanno preso parte anche ad attività di conservazione sul campo finalizzate alla riduzione delle principali minacce che ancora gravano sulla specie. Sono stati allestiti anche laboratori dedicati ai più piccoli. La convivenza del futuro passa soprattutto da loro.
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