Di Dalmazio può salvare la maggioranza

29 Dicembre 2018

Mancano i numeri: il consiglio sul Bilancio slitta (tra le polemiche) al 31. Ma Lolli ha un asso da giocarsi

L’AQUILA. La maggioranza di centrosinistra non trova i numeri per approvare il Bilancio di previsione. Il consiglio regionale slitta alle 9 del 31 dicembre dopo che in emiciclo accade di tutto. Come un pugno sferrato sul tavolo che procura al presidente Giuseppe Di Pangrazio la frattura del mignolo. O le telefonate, fatte al limite della disperazione, per convincere (senza riuscirci) il consigliere Mario Olivieri, ormai targato Udc, a presentarsi in aula in modo da far raggiungere la fatidica soglia minima dei 16 sì che avrebbe evitato una Caporetto. Assenti anche gli altri “ribelli”, o presunti tali, Donato Di Matteo e Andrea Gerosolimo, la maggioranza poteva contare solo sul sì di Alessio Monaco. Ma non bastava.
Giovanni Lolli ha però ancora un asso nella manica da giocarsi. Una carta buona che si chiama Mauro Di Dalmazio che, come dice qualcuno dell’opposizione, sarà il salvatore della maggioranza e del bilancio che, se non dovesse passare, condannerebbe la Regione Abruzzo a disporre di somme con il contagocce.
Parliamo dello spettro della “gestione provvisoria”, basata sulla previsione per il 2019 approvata un anno fa con il triennale, e non di un vero e proprio, nonché più nefasto, “esercizio provvisorio” che, regolamento alla mano (l’articolo è il 114) doveva essere chiesto dieci giorni prima della scadenza fissata per il 31. Ma al di là dei cavilli, il consiglio di ieri non è mai partito. Per somma gioia delle opposizioni. Lorenzo Sospiri, capogruppo di Forza Italia, e Mauro Febbo, parlano di «maggioranza che sventola bandiera bianca e ridotta a pezzi che non riesce neppure a trovare il sedicesimo consigliere per votare il documento più importante qual è il Bilancio economico e finanziario della Regione Abruzzo. Ormai siamo alle tragiche comiche finali poiché i lavori del Consiglio regionale sono stati aggiornati a lunedì 31 dicembre quando cercheranno in tutte le maniera di trovare, e vedremo a quale prezzo per gli abruzzesi, il sedicesimo consigliere utile per approvare un documento senz’anima, senza un vero programma e senza risposte».
Più caustico il M5S: «Morti prima della fine. Non hanno più i numeri neanche per aprire i lavori del Consiglio regionale rinviato al 31 dicembre dalle 9 alle 14. Un tentativo disperato quello del presidente Lolli di racimolare il pezzo della maggioranza che permetta a questa legislatura di finire con l’approvazione del bilancio. Una maggioranza che non c’è mai stata, un governo regionale creato sulla base di liste civetta che hanno tenuto sotto ricatto prima il presidente D’Alfonso e oggi Lolli. Crediamo che l’Abruzzo meriti molto di più di questi giochini di potere». Così Sara Marcozzi, Pietro Smargiassi, Domenico Pettinari, Gianluca Ranieri e Riccardo Mercante, consiglieri pentastellati. (l.c.)