Dirigente del Fisco nei guai per 21 milioni

23 Febbraio 2019

Corte dei Conti, all’inaugurazione dell’anno giudiziario spuntano rivelazioni su una maxi indagine per danni erariali

L’AQUILA. Il presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei conti abruzzese, Tommaso Miele ha definito come «male endemico» la corruzione. Il procuratore regionale contabile facente funzioni Roberto Leoni ha detto che «è odioso vedere sottrazione di risorse per l’utilità dei cittadini a fronte di amministrazioni “leggere” o “superficiali” e in questo la Corte dei conti deve porsi come barriera». Insomma c’è da lavorare per la magistratura contabile abruzzese come evidenziato nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario contabile tenuta ieri all’Aquila. Va comunque detto che in Abruzzo la situazione non è comunque peggiore rispetto a quanto avviene in altre regioni.
IL CASO. Nell’intervento dell’ex procuratore Maurizio Stanco, letto dal collega Leoni, si citano alcuni casi eclatanti. «Tra i più significativi atti di citazione», è scritto nella relazione, «vi è quello con il quale è stato convenuto per un importo di 21milioni e 721mila euro, oltre a 50mila euro, a titolo di disservizio, di un funzionario dell’Agenzia delle Entrate che, dolosamente, operava per la conclusione di diverse conciliazioni giudiziali generando un elevato pregiudizio all’Erario e ingiustificati risparmi per i contribuenti interessati. Il dipendente infedele, con la sua abilità e sedimentata competenza, era riuscito a conquistare nel tempo la fiducia di altri funzionari e dirigenti e questa condizione gli ha permesso di agire con libertà illecitamente piegando gli accordi tributari ai soli interessi della controparti private». Non sono stati indagati dalla Procura contabile gli altri funzionari per assenza di dolo.
SISMA E FURBETTI. Il presidente Miele, inoltre, ha elencato, tra i giudizi di responsabilità, «le fattispecie più dannose». E ha citato «l’illegittima concessione o indebita percezione di contributi per la ricostruzione per il sisma del 2009, le varie irregolarità nella concessione di agevolazioni finanziarie da parte delle amministrazioni pubbliche, illegittima erogazione di fondi europei». Alcuni di questi giudizi hanno riguardato danni da assenteismo. «Seppure relativi a ipotesi di danno di modesta entità», ha detto Miele, «significativi appaiono il ruolo e le funzioni che le decisioni assumono nella politica di contenimento dell’assai noto fenomeno dell’assenteismo del pubblici dipendenti». Tornando all’erogazione di contributi pubblici (a prescindere da quelli per la ricostruzione), le cose non cambiano. «Un fenomeno», si legge nella relazione redatta da Stanco, «che non si dimostra sporadico».
I giudizi di responsabilità sono in aumento: tra quelli di responsabilità amministrativa e di conto, al 31 dicembre 2018 erano pendenti 153 processi.
BORRELLI. Non è passata inosservata la presenza del capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, amico del presidente Miele. «Anche io», ha detto, «ho avuto a che fare con un’inchiesta contabile insieme a Guido Bertolaso. Si tratta di un indagine che non riguardava l’Abruzzo, poi archiviata. «Quando si opera nella Protezione civile», ha commentato, «non si possono pesare attentamente le decisioni urgenti, E’ poi troppo facile giudicare poi, con comodo, rispetto a quando si deve prendere una decisione con tempestività».
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