Disabili e poveri la Regione in campo «Soldi per aiutarli»

4 Dicembre 2020

E l’assessore Quaresimale propone anche il progetto: “Abruzzo regione del benessere” per il turismo ambientale

PESCARA. Si chiama “Abruzzo regione del benessere” il progetto che vede come primo firmatario Pietro Quaresimale, da un mese assessore con deleghe pesanti (Lavoro, Formazione professionale, Istruzione, Ricerca e università, Politiche sociali, Enti locali e polizia locale, Edilizia scolastica). «Il progetto l’ho proposto quando ero solo consigliere», precisa il neo amministratore regionale, «nella scorsa finanziaria c’erano 550mila euro e ora c’è una convenzione con l’Asta (Alta scuola di turismo ambientale) in accordo con il vicepresidente della Regione, Emanuele Imprudente. Come assessore voglio dare al progetto ulteriore impulso perché caratterizzerà l’Abruzzo nel post-Covid. Del resto, la regione Abruzzo, secondo la testata giornalistica Huffington Usa, è la quinta in cui si vive meglio nel mondo».
Quali le strategie per un’adeguata operazione di marketing?
«Vogliamo caratterizzare l’Abruzzo e attrarre l’indotto turistico. La nostra regione va scelta per l’aria buona, la montagna e il mare vicini, il cibo di qualità. Voglio dare supporto alla progettualità con esperti del benessere, inserendo il turismo aperto, con montagne e un mare accessibili».
Serve un cambio di passo, però. Non concorda?
«Sono d’accordo e per questo puntiamo fortemente sulla formazione qualificata anche nell’incoming, nel ricevere i turisti. Vogliamo creare un istituto tecnico e una facoltà universitaria sulla formazione per il turismo. Dobbiamo essere bravi a riceverle le persone, mettendo a disposizione guide nei percorsi del benessere».
Assessore, lei detiene deleghe importanti ed è entrato in corsa. Partiamo dal lavoro. In che misura il Covid sta incidendo sulla programmazione regionale? È in ballo anche la riforma dei centri per l’impiego. Come vi state muovendo?
«Sul lavoro c’è una progettualità di rilancio dei centri dell’impiego che a breve andrà in giunta. Saranno investiti 21 milioni di euro per ristrutturarli, aggiornarli, informatizzarli formando il personale perché il Centro per l’impiego non deve essere un punto di arrivo per chi vuole inserirsi nel mondo del lavoro, ma il punto di partenza, l’incontro tra la domanda e l’offerta. Attraverso i risultati dell’analisi del mercato andremo a formare le persone che cercano occupazione, con i profili richiesti dal mondo del lavoro. E poi adottando misure di politiche attive per incentivare nuove assunzioni, cercando di attrarne altre che possano portare indotti occupazionali».
La scuola è un altro argomento scottante. La riapertura del 7 gennaio troverà l’Abruzzo pronto? E il problema dei trasporti, come verrà risolto?
«Al momento si riapre il 7 gennaio e dobbiamo farlo a condizione che i contagi non aumentino e soprattutto rispettando le regole che il governo ha disposto. Io sono d’accordo sulla chiusura parziale lasciando i ragazzi più grandicelli a casa per limitare i rischi e continuare a istruirsi a distanza».
L’emergenza Covid ha aumentato la forbice della povertà. Come si potrà arginare la deriva e venire incontro alle numerose fasce meno tutelate?
«Io, già dal mio insediamento, essendo molto sensibile al sociale, ho portato le linee guida per le persone non autosufficienti e sbloccheremo 13 milioni per aiutare queste fasce protette. E poi si aggiungano le misure previste: 600mila euro per i car giver, 880mila euro per i centri diurni per disabili e oltre 600mila per scorrere la graduatoria delle vite indipendenti. È solo l’inizio, ma ce ne saranno tante altre per includere persone disabili nel mondo del lavoro».
Con il Recovery fund si può mettere mano all’edilizia scolastica, in larga parte degli anni 50-60, per realizzare nuovi edifici?
«Sicuramente è una grande opportunità per sistemare le scuole abruzzesi, ma soprattutto anche le strutture per disabili che creeremo sul territori con questi fondi che si ricollegano alla legge del Dopodinoi».
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