Dispersione idrica al 42% L’Abruzzo migliora di un pelo

1 Luglio 2014

PESCARA. L'Abruzzo è la sesta regione per dispersione idrica: il 42,3% dell'acqua immessa in rete nel 2012 non è arrivata agli utenti finali e, di fatto, è andata dispersa. La percentuale registrata...

PESCARA. L'Abruzzo è la sesta regione per dispersione idrica: il 42,3% dell'acqua immessa in rete nel 2012 non è arrivata agli utenti finali e, di fatto, è andata dispersa. La percentuale registrata due anni fa è in calo rispetto al 2008 (43,6%), in controtendenza con l'aumento del Paese, in cui comunque il dato complessivo è inferiore (32,1% nel 2008 e 37,4% nel 2012). È quanto emerge dal Censimento delle acque per uso civile diffuso dall'Istat.

A livello regionale, nel 2012 il volume complessivo di acqua prelevata per uso potabile è stata pari a 303 milioni di metri cubi, in crescita rispetto al 2008 (291 milioni). Il 6,5% dell'acqua prelevata esce dai trattamenti di potabilizzazione. Il volume erogato agli utenti è pari a 134 milioni di metri cubi (121 mln nel 2008). Gli impianti di depurazione sono 1.368, di cui solo 23 con trattamento avanzato.

Le situazioni di maggiore criticità si registrano nelle Isole e nel Centro-Sud, «con le eccezioni di Abruzzo e Puglia», riferisce l'Istat, «che negli ultimi anni hanno sanato alcune situazioni di forte dispersione». In testa, per acqua dispersa, ci sono Sardegna (54,8%), Molise (47,2%) e Campania (45,8%).