Donatella Proto della Direzione generale del ministero delle Imprese: «L’intelligenza artificiale sarà un valore in azienda»

24 Ottobre 2026

L’analisi di della dirigente: «È già variabile economica che incide su crescita, investimenti e organizzazione»

PESCARA

La giornata conclusiva del Festival ha affrontato una serie di approfondimenti sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale come alleato del lavoro, sul ruolo degli agenti di intelligenza artificiale per le imprese, sulle relazioni economiche e sulle opportunità di collaborazione tra Italia e Libano e sulla sovranità tecnologica in chiave europea. «L’intelligenza artificiale non è più soltanto una tecnologia da sperimentare: è già una variabile economica che incide su crescita, investimenti e organizzazione del lavoro», ha dichiarato Donatella Proto, della Direzione generale per le nuove tecnologie abilitanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy, «oggi quasi un lavoratore italiano su due la usa, ma per compiti individuali e ripetitivi. Il passaggio che dobbiamo compiere, insieme alle imprese, è trasformare questo uso diffuso in valore industriale: riprogettare processi, ruoli e catene decisionali, e governare con regole chiare l’autonomia crescente degli agenti IA». Per Proto «la vera sfida è sulle persone. Le imprese faticano a trovare competenze e troppo spesso i lavoratori non vengono accompagnati nel cambiamento. Per questo servono percorsi continui di formazione e riqualificazione, una cultura dell’IA diffusa e manager capaci di coordinare persone e sistemi intelligenti. Il tempo che l’IA libera è un capitale che va reinvestito e non disperso. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy», ha aggiunto, «è impegnato a orientare, connettere e accompagnare questa transizione mettendo in rete imprese, ricerca e trasferimento tecnologico e sostenendo, anche attraverso AI4Industry, il percorso delle imprese dalla sperimentazione all’adozione su scala. L’obiettivo è che l’intelligenza artificiale diventi un alleato del lavoro e una leva di competitività accessibile a tutte le imprese, a partire dalle Pmi che costituiscono la spina dorsale del nostro sistema produttivo».

«Con InnovAzioni vogliamo contribuire a ridurre la distanza tra chi sviluppa nuove soluzioni e chi può adottarle, favorendo il dialogo tra imprese, startup, università, ricerca e investitori. I finalisti di questa edizione, nove aziende e undici startup, dimostrano la varietà delle esperienze che possono contribuire al cambiamento del sistema produttivo», ha dichiarato Luigi Di Giosaffatte, direttore generale di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, «il fatto che circa la metà provenga dall’Abruzzo è un elemento significativo per il nostro territorio, che può valorizzare queste competenze e rafforzare il proprio collegamento con gli ecosistemi nazionali dell’innovazione».

«Analizzando le imprese innovative che operano in Abruzzo emerge la presenza di oltre cento realtà che utilizzano, sviluppano o integrano tecnologie di intelligenza artificiale nei propri prodotti e servizi», il commento di Massimo Cesarino, presidente della Sezione servizi innovativi di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, «si tratta di aziende che operano con approcci differenti ma complementari: alcune sviluppano soluzioni orizzontali, quindi strumenti e piattaforme utilizzabili in qualunque organizzazione, indipendentemente dal settore mentre altre lavorano su applicazioni verticali, costruendo competenze molto specialistiche per comparti specifici come manifattura, automotive, energia, salute, servizi professionali, marketing e analisi dei dati. Queste imprese non stanno soltanto adottando l'intelligenza artificiale, ma stanno costruendo casi di uso concreti, competenze, occupazione qualificata e soprattutto stanno tracciando un percorso che può aiutare molte altre aziende ad avvicinarsi a queste tecnologie con maggiore consapevolezza».

Mattia Travaglini, vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, sottolinea: «Più le macchine diventano intelligenti, più noi imprenditori dobbiamo diventare umani. È da questa convinzione che nasce la riflessione dei Giovani Imprenditori a InnovAzioni 2026: la vera sfida sul tema dell’intelligenza artificiale non è soltanto tecnologica, ma organizzativa, culturale e soprattutto umana», ha dichiarto Travaglini, «per i giovani imprenditori significa raccogliere l’eredità delle generazioni precedenti, fatta di esperienza, sacrifici, relazioni e cultura industriale e accompagnarla nel futuro. Far evolvere con coraggio e responsabilità ciò che è stato costruito».