E a Chieti arriva il procuratore antimafia Cafiero De Rhao

CHIETI. «Dovere di un cronista è anche quello di raccontare i risvolti umani della vita degli assassini, non per giustificarli, ma perché si conoscano le ragioni di scelte tanto scellerate».E’...
CHIETI. «Dovere di un cronista è anche quello di raccontare i risvolti umani della vita degli assassini, non per giustificarli, ma perché si conoscano le ragioni di scelte tanto scellerate».
E’ questo, in estrema sintesi, l’obiettivo del libro-inchiesta «La Speranza Oltre le Sbarre», scritto a quattro mani dalla giornalista Rai Angela Trentini e dal teologo sistematico Maurizio Gronchi. Il libro sarà spunto di riflessione, venerdì prossimo, 8 giugno, durante l'incontro formativo che si terrà presso l'Aula Magna del Rettorato dell'Università d'Annunzio, a Chieti, dalle 16, alla presenza degli autori, dell'Arcivescovo dell'Arcidiocesi Chieti-Vasto, monsignor Bruno Forte, del Procuratore Antimafia Federico Cafiero De Rhao e del Vicepresidente del Csm Giovanni Legnini. Durante l'incontro sarà proiettato il videomessaggio inviato da Maria Falcone, sorella di Giovanni Falcone.
Per la prima volta alcuni degli assassini dei giudici Falcone, Borsellino e Livatino, reclusi in regime di 41 bis del carcere di Sulmona, parlano in un libro-inchiesta che apre ad una riflessione profonda attraverso il confronto con i parenti delle vittime, andando ad indagare gli aspetti umani e sociali che, ancora oggi, sono l'elemento di scelte che, per alcuni di loro, sembrano quasi «obbligate». Quella realtà sociale che, da dietro le sbarre, fa per esempio dire a Domenico Ganci, figlio del boss Raffaele Ganci che proprio degli omicidi di Falcone e Borsellino fu uno dei mandanti, queste parole: «Giudico la mia coscienza pulita perché ho inseguito tutto ciò che ho visto fare dai miei genitori. Ciò che per loro era giusto lo era e lo è ancora per me». (c.s.)

