E Bellachioma attacca i 22 ribelli «Leggo dichiarazioni deliranti»

22 Novembre 2018

ROSETO. L’ira di Giuseppe Bellachioma è funesta. Dopo quattro giorni di silenzio, il coordinatore regionale della Lega risponde ai 22 ribelli del Carroccio, guidati da Pasquale Cordoma, che hanno...

ROSETO. L’ira di Giuseppe Bellachioma è funesta. Dopo quattro giorni di silenzio, il coordinatore regionale della Lega risponde ai 22 ribelli del Carroccio, guidati da Pasquale Cordoma, che hanno messo in discussione la sua leadership nel momento più delicato di tutti. Quello del via libera alle liste e alla campagna elettorale per le regionali del 10 febbraio 2019. Ma Bellachioma è chiaro e incisivo: «Leggo e sento dichiarazioni e affermazioni deliranti da parte di chi non sa cos’è la Lega né ha la benché più minima idea dei sacrifici che sono stati fatti, né ha mai capito cosa significhi rispetto delle regole e dei ruoli». Così il capo dei leghisti abruzzesi mette in riga la fronda che avverte: «Ho sempre dato un’opportunità a chi ha dimostrato appartenenza, identità e militanza. Altri che hanno sempre pensato di avere ruoli o candidature senza meritarle sono oggi coloro che urlano e rivendicano ciò che non gli sarà mai concesso perché le cose si meritano e si conquistano». Poi il coordinatore cita il suo grande capo Matteo Salvini: «Da 8 anni ho la tessera della Lega e da 4 sono al suo fianco», dice, «abbiamo perso insieme battaglie quando nessuno credeva in lui e quando, in Abruzzo, ci dicevano che non saremmo mai riusciti a fare nulla. Oggi, grazie a lui, siamo il primo partito di centrodestra e, grazie a Dio, quelle battaglie perse sono diventate straordinarie vittorie». E ancora: «Io sono sempre al suo fianco e lui lo sarà al mio da qui al 10 febbraio senza se e senza ma». Ai ribelli dà anche l’ultima chance: «Nessuno preclude nulla a nessuno», afferma, «ed è giusto che a tutti venga data un’opportunità». Senza evitare un po’ di sana retorica leghista, Bellachioma aggiunge: «Sono e rimango al mio posto andando in battaglia davanti a tutti come sempre ho fatto e farò. Come un soldato rispettando ordini ma al tempo stesso mettendoci faccia, cuore e anima». E ristringe i pugni: «Contano fatti e risultati, la politica distruttiva fatta di bugie, falsità e ipocrisia non mi appartiene e la lascio agli altri». Infine l’avviso urbi et orbi: «C’è da vincere una regione e riconsegnarla al popolo abruzzese». (l.c.)