E il turismo tira la volata al settore dei servizi

27 Giugno 2017

Boom di presenze straniere specialmente nelle aree protette Ma l’aeroporto di Pescara non decolla: passeggeri giù del 5,1%

L’AQUILA. È tornato a crescere in Abruzzo, seppure a un ritmo modesto, il settore dei servizi. A trainare la ripresa è il turismo straniero, in particolar modo quello nelle aree protette. Lo rivela il rapporto sull’economia abruzzese presentato ieri all’Aquila dalla Banca d’Italia. L’attività produttiva è rimasta debole nel settore della distribuzione ed è calata nei settori del commercio al dettaglio, della ristorazione e della grande distribuzione, con un fatturato calato mediamente dell’1,6%.
Secondo i dati forniti dalla Regione Abruzzo, nel 2016 le giornate di presenza di visitatori presso le strutture ricettive della regione si sono collocate su livelli analoghi a quelli dell’anno precedente. «A fronte di un lieve calo dei soggiorni di visitatori nazionali», si legge nel report, «sono aumentate le presenze di turisti stranieri. Un contributo significativo all’attività del settore turistico nella regione proviene dalle strutture localizzate nelle aree dei parchi naturali», che si caratterizzano «per un valore aggiunto pro capite delle attività turistiche superiore alla media regionale, per un’occupazione orientata ai servizi di alloggio e ristorazione e per l’alto numero di strutture alberghiere ed extra-alberghiere». Nei parchi vive circa il 12% della popolazione abruzzese, con età media di 46,1 anni, più elevata rispetto al dato regionale. In base alle stime del Cresa sul valore aggiunto prodotto nei singoli comuni dell’Abruzzo, nella media del triennio 2011-13, quello nelle aree dei parchi naturali si è attestato a poco più di 20 mila euro pro-capite, un livello inferiore rispetto al dato medio regionale, ma superiore alla media delle rimanenti aree interne. Tutto questo è dovuto alla specializzazione turistica dei parchi.
«L’importanza delle attività turistiche nei comuni dei parchi è testimoniata anche dall’elevata presenza di strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere (più di un quarto del totale regionale). In rapporto alla popolazione, la capacità ricettiva, con circa 135 posti letto per mille abitanti, si colloca su valori significativamente superiori alla media regionale e delle altre aree interne. Beneficiando anche della buona dotazione di esercizi ricettivi», osserva Bankitalia, «il grado di turisticità del territorio dei parchi abruzzesi (misurato dal numero di giorni di presenza di visitatori in rapporto alla popolazione) si colloca al di sopra del dato medio regionale (6,4 e 5,2 giornate nel 2013, rispettivamente, in base ai dati dell’Istat). Nel confronto con le simili aree protette presenti nelle altre regioni, i parchi abruzzesi mostrano un livello di attrattività significativamente superiore a quello del Mezzogiorno, ma inferiore alla media nazionale».
Sul fronte dei trasporti, è proseguita la ripresa dei transiti di veicoli pesanti sulle autostrade abruzzesi, cresciuti di circa il 2 per cento in base ai dati dell’Aiscat. Le note dolenti arrivano, invece, dall’aeroporto di Pescara, dove si è invece ridotto il traffico di passeggeri presso l’aeroporto di Pescara (-5,1 per cento), sulla base dei dati forniti da Assaeroporti. (a.bag.)