E l’aspirante avvocato batte la commissione
Ricorre ai giudici aquilani e vince: ripescata e promossa perché all’esame era assente il magistrato
L’AQUILA . È probabilmente la prima causa importante della sua vita, quella che ha visto una praticante avvocato spuntarla contro la commissione esaminatrice che l’ha bocciata alla prova orale. Di quella commissione, costituita per valutare se gli aspiranti avvocati erano pronti o no all’esercizio della professione, facevano parte solo avvocati e docenti universitari. Mancava il magistrato, e dunque la commissione non era stata costituita in modo legittimo. Per questo motivo la giovane aspirante avvocato ha avuto la meglio nel ricorso presentato al Tar Abruzzo contro il Ministero della giustizia per chiedere l’annullamento del verbale redatto dalla seconda sottocommissione per gli esami di abilitazione alla professione di avvocato alla Corte d’Appello dell’Aquila. E, naturalmente, del giudizio con il quale la giovane praticante non era stata ritenuta idonea, dopo aver superato la prova scritta.
I giudici (Umberto Realfonzo presidente, Mario Gabriele Perpetuini, primo referendario e Maria Colagrande, estensore), non hanno avuto dubbi. «Il ricorso è fondato», si legge nella sentenza pubblicata lo scorso 19 aprile, e lo è proprio a causa dell’illegittima composizione della commissione esaminatrice. La ricorrente, L.D.F., va detto, è stata assistita nel giudizio davanti al Tribunale amministrativo regionale dai colleghi avvocati Luca Paolucci e Niccolò Baldassarre (domiciliati nello studio del legale Augusto Di Sano). La legge (la 247 del 31 dicembre 2012 recante “Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense”) parla chiaro: nella commissione deve essere presente un magistrato. «Pertanto», si legge in atti, «non essendo contestato che nella Commissione che ha valutato la prova orale della ricorrente fossero rappresentate solo due delle categorie professionali, il giudizio impugnato deve essere annullato siccome reso da un organo diverso da quello cui è attribuita la relativa competenza».
Le spese sono state compensate. (a.bag.)

