E’ sfida al fotofinish C’è chi li fa entrambi

24 Dicembre 2016

TERAMO. «L’albero ha senza dubbio la sua bellezza, ma il presepe ha quel tocco in più», dice Anna Pacifico, C’è chi invece rievoca memorie della propria infanzia di fronte ad un colorato albero...

TERAMO. «L’albero ha senza dubbio la sua bellezza, ma il presepe ha quel tocco in più», dice Anna Pacifico, C’è chi invece rievoca memorie della propria infanzia di fronte ad un colorato albero natalizio. «Sono cresciuta in un paese del Nord, in Belgio, dove il presepe si fa pochissimo», racconta invece Teresa Dolcimascolo. «Preferisco l’albero, perché mi riporta alla mente la mia l’infanzia e l’atmosfera natalizia di quando ero bambina. Il presepe che facevamo a casa per ricordare le nostre tradizioni italiane era molto essenziale, con la capanna, Giuseppe, Maria e il Bambinello, ma in giro non se vedevano molti. Si trovavano invece per le strade e nei negozi alberi di Natale, interi villaggi natalizi con Babbo Natale, le renne e gli elfi, come da tradizione nordica». L’albero, per altri, diventa il simbolo delle festività natalizie. «Lo preferisco perché nella sua realizzazione viene coinvolta tutta la famiglia - assicura Stefania Paolini -. È un momento che condivido con mia madre e mia sorella. Per questo lo sento più natalizio. Del presepe, invece, mi occupo da sola». Altri, invece, prediligono il presepe per la sua intrinseca valenza religiosa. «Commemora la nascita di Gesù bambino, come portatore di pace e di bontà nel mondo - ricorda Marisa De Berardinis -. Ma a casa mi limito ad una rappresentazione essenziale, mentre con l’albero di Natale riesco ad esprimere al meglio la mia vena creativa». C’è anche chi non riesce a scegliere tra i due. «Mi piacciono entrambi - ammette Adelia Pennaroli -. L’albero crea un’atmosfera colorata e di festa in casa, dove lo realizziamo sempre in modo creativo. D’altro canto, essendo credente, non posso rinunciare al presepe. Rispetto all’albero, che è di tradizione pagana, il presepe celebra la nascita di Gesù bambino, venuto tra noi per ricordarci cos’è davvero importante». Insomma, una bella lotta.

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