E sulle trivelle in Adriatico il premier dice “ni”
PESCARA. «Bisogna trovare un equilibrio sulle trivelle in Adriatico per la ricerca del petrolio. Abbiamo l’obbligo di proteggere l’ambiente anche per le future generazioni, ma nello stesso tempo c’è...
PESCARA. «Bisogna trovare un equilibrio sulle trivelle in Adriatico per la ricerca del petrolio. Abbiamo l’obbligo di proteggere l’ambiente anche per le future generazioni, ma nello stesso tempo c’è la necessità di trovare uno spunto per l’economia». Edi Rama ha risposto così con un italiano perfetto, alla domanda del cronista del Centro, durante la sua visita al Comune di Pescara, riguardo alla possibilità di avviare nuove perforazioni petrolifere nel mare Adriatico tra la costa abruzzese e quella albanese.
Il primo ministro albanese non è sembrato contrario a priori sull’ipotesi di autorizzare nuove ricerche petrolifere a largo della sua costa.
«C’è la volontà di trovare un equilibrio percorrendo la strada maestra della razionalità, ovviamente salvaguardando la natura», ha affermato.
La posizione del premier albanese non appare perfettamente in linea con quella delle istituzioni abruzzesi, più precisamente della Regione e del Comune di Pescara, che hanno annunciato più volte di voler contrastare le trivellazioni in ogni modo per salvaguardare la costa.
Il sindaco Marco Alessandrini sperava di poter trovare un punto d’accordo con Rama per scongiurare future ricerche petrolifere, come è emerso in un comunicato, emanato dal Comune il 6 febbraio scorso, al termine di un viaggio istituzionale di due giorni del primo cittadino pescarese e del presidente della Regione Luciano D’Alfonso a Tirana. Nell’annunciare la visita di questi giorni del premier a Pescara, il comunicato diceva espressamente: «Si cercherà una linea comune che scongiuri nuove perforazioni in Adriatico».(a.ben.)
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