E tra i bianchi il Pecorino accelera sul Trebbiano

4 Marzo 2015

PESCARA. L'andamento climatico sempre meno affidabile tiene in allerta i viticoltori abruzzesi, un'incertezza che prima di natale si era trasformata in allarme per le uve bianche. «Una volta c'era...

PESCARA. L'andamento climatico sempre meno affidabile tiene in allerta i viticoltori abruzzesi, un'incertezza che prima di natale si era trasformata in allarme per le uve bianche. «Una volta c'era una sola chiave di lettura per vendemmia» osserva Cristiana Tiberio «oggi invece in una stessa vendemmia ci sono diverse sfaccettature, si fanno i conti con condizioni completamente differenti, un meteo molto più variabile a breve raggio. Capita che in un mese ci siano tante manifestazioni diverse e opposte, e poi siamo di fronte ad una tropicalizzazione del clima». Sui bianchi i dati ufficiali del 2013, diffusi da Coldiretti, documentano una superficie vitata di 2.121 ettari per il Trebbiano, con una produzione di 185.876 hl, e di 900 ettari per il Pecorino, con la distinzione della produzione doc di 7.200 hl e Igt di 38.500 hl. Secondo le stime degli uffici vitivinicoli regionali sono da osservare la stabilizzazione delle superfici vitate a Trebbiano, con oscillazioni annue di +/-10%, l’aumento progressivo delle superfici vitate investite a Pecorino, che crescono ad un ritmo del +10% annuo, e il progressivo aumento delle rivendicazioni di Pecorino doc Abruzzo rispetto alle Igt. Sulla produzione dei bianchi 2014 così prosegue Tiberio: «Abbiamo vissuto una stagione con un mese di settembre che ha fatto da spartiacque. Tutte le uve a bacca bianca raccolte prima della metà di settembre hanno avuto una buona fisiologia, invece il trebbiano, che si raccoglie di solito a fine mese, ha subito piogge insistenti e violente». Sul punto interviene anche Giovanni D'Alesio: «Non è stata certo un’annata da manuale, ma chi ha lavorato con intelligenza tecnica e prevenzione, ha avuto un risultato eccellente. Chi ha lavorato il terreno della vigna integralmente e convenzionalmente si è trovato male, poiché all’allerta pioggia non è potuto entrare a trattarla, mentre chi ha operato solo nell’immediatezza della vite ha avuto degli ottimi risultati sui bianchi». Ad oggi, secondo Coldiretti, si potrebbero stimare le produzioni del 2014 in 190.000 hl da 2150 Ha vitati per il Trebbiano, 10.000 hl da 300 Ha per il Pecorino doc e 40.000 hl da 700 Ha per quello Igt. ©RIPRODUZIONE RISERVATA