Ebrima s’era salvato dal mare Ucciso da un malore a 19anni

Era arrivato sei mesi fa dal Gambia nel Centro di Schiavi d’Abruzzo Si pensa a un infarto, venti giorni fa era stato visitato nell’ospedale di Vasto
SCHIAVI D’ABRUZZO. Si è alzato dal letto ed ha fatto colazione, poi è uscito dal Centro di accoglienza. Non ha fatto in tempo a fare molti passi. Ebrima Sanko, 19 anni immigrato del Gambia, si è accasciato per terra privo di sensi. "Bambino", come veniva chiamato affettuosamente dagli operatori della cooperativa Matrix, non ha più riaperto gli occhi.
Il giovane immigrato era arrivato insieme ad un gruppo di gambiani lo scorso marzo. È morto in pochi secondi lasciando tutti senza parole.
Ebrima ha avuto un infarto fulminante. Gli amici raccontano che da qualche tempo soffrisse di crisi respiratorie. Nessuno immaginava stesse così male. Venti giorni fa, dopo un attacco più grave ,era stato anche in ospedale a Vasto. Il referto era stato tranquillizzante e "Bambino" era tornato dagli amici a Schiavi. Ieri, la tragedia.
Al Centro d'accoglienza temporaneo di Schiavi d'Abruzzo nessuno immaginava potesse accadere una cosa simile. «Siamo sotto shock, estremamente dispiaciuti», commenta Simone Caner responsabile della cooperativa Matrix. Caner ha immediatamente avvisato il prefetto di Chieti, i carabinieri di Castiglione Messer Marino e la Procura di Vasto. Il sostituto procuratore della Repubblica, Enrica Medori, ha disposto l'esame autoptico. La perizia sarà eseguita questa mattina a Vasto, nell'obitorio del San Pio dal medico legale Pietro Falco. Caner ha avvisato anche i familiari del diciannovenne (un fratello è in Italia ed è ospite di un altro Centro di accoglienza) e saranno loro a decidere se riportare o meno la salma in Gambia. La cerimonia funebre avverrà con il rito musulmano.
La morte di "Bambino" ha scovolto tutti. «E' sempre stato bene, era uno degli ospiti più collaborativi», racconta Simone Caner, «e non si è mi lamentato», rimarca. Particolare questo che fa pensare ad un problema congenito mai diagnosticato. Ma al momento ogni ipotesi può rivelarsi azzardata.
E' accaduto tutto in pochi minuti. Il ragazzo ha perso i sensi senza un lamento. Sul posto è arrivata l’ambulanza del 118 di Castiglione Messer Marino. I soccorritori hanno a loro volta richiesto l'intervento dell'eliambulanza. Dieci minuti dopo sono arrivati anche i medici da Pescara, ma non c'è stato altro da fare che constatarne il decesso. "Bambino" non si è più svegliato facendo sprofondare nella disperazione i compagni.
Ora in tanti si chiedono se la crisi respiratoria poteva essere un “campanello d'allarme”. Trasportato al San Pio di Vasto e sottoposto ad accurati accertamenti non era però emerso alcun problema. Il giovane era quindi tornato a Schiavi. Può essere sopraggiunta una complicanza. Ma è solo un’ipotesi.
Sul posto ieri mattina è arrivato anche il sindaco di Schiavi, Luciano Piluso: «Non appena ho saputo, ho raggiunto il Centro di accoglienza di monte Pizzuto. E' stato molto triste verificare che per quel giovane non c'era più nulla da fare ed altrettanto triste è stato lo sgomento dei connazionali», racconta. Ora aspettano tutti la risposta dell'esame autoptico per conoscere la causa del malore letale.
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