Edilenergia, domani al via la campagna per la nascita delle comunità energetiche

La società abruzzese in prima fila nella gestione delle fonti “green” Tanti i vantaggi: oltre alla sostenibilità, incentivi e bolletta più leggera
PESCARA. Parte domani la campagna di sensibilizzazione da parte di Edilenergia, società che opera nel centro Italia con sedi a Pescara e ad Avezzano, per la nascita delle comunità energetiche (Cer), in cui convergono gruppi di persone, aziende o enti locali per la produzione e la condivisione di energia. In particolare, è prevista una raccolta di adesioni che coinvolge i comuni delle quattro province abruzzesi, da effettuare in rete, sulla piattaforma di Edilenergia.
A spiegare nel dettaglio quali sono i vantaggi economici, oltre che ambientali dell’installazione di impianti a fonte rinnovabile è l’ingegnere Alessandro Lombardi, esperto in gestione dell’energia. «Le comunità energetiche possono essere un volano di sviluppo per l’economia locale», spiega, «favorendo l’installazione di impianti a fonte rinnovabile, quindi rispettosi dell'ambiente, e l'ottimizzazione di logiche di produzione e consumo dell'energia sulla stessa zona, che consentano di ridurre le perdite di rete». In sostanza, costruire una comunità energetica rinnovabile consente di diventare protagonisti attivi della cosiddetta transizione energetica. Riduce il bisogno di consumo da combustibili fossili e le emissioni da CO2. Rappresenta un’opportunità anche sul piano economico con le diverse agevolazioni fiscali e la conseguente riduzione dei costi in bolletta, grazie all'autoconsumo generato.
Nello specifico, Edilenergia fornisce consulenza sui meccanismi di finanza agevolata esistenti nel settore dell’efficienza energetica, quindi anche sulle comunità energetiche. Inoltre, la stessa società gestisce tutte le fasi relative alla costituzione degli impianti e alla costruzione delle comunità energetiche, dallo studio di fattibilità agli adempimenti amministrativi, il riconoscimento delle tariffe incentivanti e la successiva manutenzione e gestione.
«È bene sottolineare che per tutte le comunità energetiche sono previsti incentivi sull’energia autoconsumata, sotto due forme diverse», precisa Lombardi. La prima si riferisce all’energia prodotta da fonti energetiche rinnovabili e autoconsumata virtualmente dai membri della comunità energetica. Tale tariffa è riconosciuta dal Gse (Gestione servizi energetici) per un periodo di venti anni dalla data di entrata in esercizio di ciascun impianto. Il costo è compreso tra 60 euro/megawatt-ora e 120 euro/ megawatt-ora, in funzione della taglia dell’impianto e del valore di mercato dell’energia. Per gli impianti fotovoltaici è prevista una ulteriore maggiorazione fino a 10 euro/megawatt-ora in funzione della localizzazione geografica.
La seconda forma è quella relativa a un corrispettivo, pari a 8 euro/megawatt- ora, di valorizzazione per l’energia autoconsumata, definito dall’Arera (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente). La tariffa incentivante e il contributo Arera sono riconosciuti esclusivamente sull’energia elettrica autoconsumata dalla comunità energetica. È pari a quella virtualmente condivisa, in ciascuna ora, tra i produttori e i consumatori membri della comunità. Inoltre, tutta l’energia elettrica rinnovabile prodotta ma non autoconsumata resta nella disponibilità dei produttori. Per gli impianti di produzione ubicati in Comuni con una popolazione inferiore a 5mila abitanti, è previsto un contributo in conto capitale, pari al 40% del costo dell’investimento, a valere sulle risorse del Pnrr. Il soggetto beneficiario del contributo Pnrr è colui che sostiene l’investimento per la realizzazione dell’impianto di produzione a fonte rinnovabile di potenza fino a 1 megawatt-ora, ubicato in Comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti e inserito in comunità energetiche.

