Elettrodotto, è battaglia di carte bollate

Terna ha sottoscritto 120 accordi con i proprietari dei terreni ma molti si oppongono ancora, compresi alcuni sindaci
PESCARA. E' una lotta contro il tempo per gli oppositori del progetto Villanova-Gissi, l'elettrodotto di Terna per la cui realizzazione sono coinvolti in Abruzzo 16 comuni (Cepagatti, Chieti, Casalincontrada, Bucchianico, Fara Filiorum Petri, Casacanditella, Filetto, Orsogna, Guardiagrele, Sant’Eusanio Del Sangro, Castel Frentano, Lanciano, Paglieta, Atessa, Casalanguida e Gissi) dove dovranno passare tralicci, spesso vicinissimi alle case, alti fino a 75 metri.
Mentre si attendono i vari ricorsi al Tar, tra cui quelli dei comuni di Lanciano, Paglieta e Castel Frentano, sono cominciati in questi giorni i primi espropri sui terreni. I ricorsi al tribunale amministrativo del Lazio sono datati oltre un anno fa (aprile 2013), ma la società Terna, responsabile del progetto approvato per decreto e quindi immediatamente esecutivo, non ha mai perso tempo.
Sono oltre 120 gli accordi preventivi già firmati con i piccoli proprietari terrieri sparsi in mezzo Abruzzo. Se è vero che l'opera, da cronoprogramma, deve essere conclusa entro giugno dell'anno che verrà, Terna sa bene che può partire proprio da quegli accordi per dare il via ai cantieri che, di fatto, sono già iniziati.
Con gli accordi preventivi firmati privato per privato, non c'è nemmeno bisogno che venga notificato il decreto di esproprio: Terna può direttamente effettuare l'immissione in possesso dei terreni, cosa che di fatto sta già avvenendo. Ed è proprio questo che sta spaventando i residenti e proprietari terrieri di mezzo Abruzzo. Se prima c'erano solo documenti e carte bollate a cui dar retta adesso ci sono i tecnici di Terna a bussare alle porte, carte alla mano e camion pronti per cominciare i lavori. Di qui una reazione spontanea che sta unendo collettivi autonomi, associazioni ambientaliste e sindaci che scendono fra la gente con le fasce tricolore.
E' bene sapere tuttavia che, nel braccio di ferro contro Terna, si è forse alle battute finali. Alcuni dei ricorsi presentati da cittadini privati, anche basandosi sul fatto che i comuni spesso non hanno messo al corrente le cittadinanze in modo appropriato e trasparente, sono stati rigettati e aspettano ora che si pronunci di Consiglio di Stato. I ricorsi dei comuni devono invece essere ancora discussi. «Nel ricorso al Tar (a cui abbiamo da poco sollecitato il pronunciamento) abbiamo chiesto la sospensiva del provvedimento» spiega il sindaco di Paglieta, Nicola Scaricaciottoli. «Fin dalla prima conferenza dei servizi a Roma, nel 2010, avevamo chiesto di interrare dei cavi che in una strada provinciale di Paglieta passano ad appena 85 metri dalle case. Quello che ci preoccupa fortemente è l'impatto con la salute. Non siamo per nulla tranquilli sugli effetti dell'inquinamento da campi elettromagnetici. Penso ad esempio all'eternit, accolto 60 anni fa come rivoluzione nell'edilizia e oggi invece associato a tumori».
Un ruolo importante in questa fase forse finale dell'avanzare del progetto, lo riveste la Regione. Ma se da un lato il presidente Luciano D'Alfonso ha dato qualche motivo di speranza al popolo del “no elettrodotto”, dall'altro, oltre ai tavoli di discussione, non c'è stato ancora alcun atto formale. Anche i sindaci attendono di sapere come muoversi, e i camion di Terna sono all'orizzonte. Chi non ha firmato nessun accordo con la società sta rimandando indietro i tecnici, ma quelli che hanno cambiato idea non possono fare nulla. E presto potrebbero arrivare, per tutti, gli espropri coatti. «Ciò che la Regione potrebbe ancora fare» interviene Antonella La Morgia, del Cast (comitato ambiente salite e territorio) che per primo si è mosso contro il progetto «è l'annullamento della determina. In più non è da sottovalutare l'opposizione regionale “ad adiuvandum” dei cittadini e dei comuni che si sono mossi nei tribunali, un ruolo decisivo in questa fase. Ricordiamo inoltre che anche l'Arta oggi ci dice che l'elettrodotto non può considerarsi “opera di connessione”, così come era stata considerata nel momento in cui era stata portata avanti da Abruzzo Energia, e che quindi sono necessarie tutte le fasi di vas (valutazione ambientale strategica) che sono state interrotte. Ma c'è urgente bisogno che le intenzioni si traducano in atti formali».
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