Elogio del “Tondino” il vero fagiolo di comunità

Il legume è coltivato nel territorio di sette comuni bagnati dal fiume Tavo Il 25 ottobre sarà al Salone del Gusto di Torino. In preparazione il disciplinare
LORETO APRUTINO. Un fagiolo “sociale” dalla capacità aggregante. Di tutti gli aggettivi sfoderati dai titolati relatori richiamati nella Giornata mondiale dell'alimentazione - giovedì 16 ottobre- al Castello Chiola dalla neorisorta Proloco Aprutina, l'attributo che meglio può interpretare pregi e virtù del perlaceo Tondino della vallata del Tavo è proprio quello di “sociale”. Nel senso di prodotto di una comunità.
Da Farindola a Cappelle sette paesi tenuti insieme da un elemento liquido, l'acqua del fiume Tavo, benedizione e sacrificio per i contadini della vallata. Nella riscoperta culturale del Tondino quella comunità vuole credere fino in fondo. Per rinsaldare il legame col territorio, conservarne la ricchezza generosamente elargita dalla natura e sulla quale tornare a scommettere da subito. Per tradurre in concreto benessere quello “sviluppo sostenibile” da tempo vagheggiato.
Insieme al pregiato olio aprutino-pescarese, ai vini qui prodotti e incoronati migliori d'Italia, al grano incontaminato e l'ottimo farro dell'area protetta del Lago di Penne (primo produttore d'Abruzzo di farro bio certificato), il Tondino del Tavo - unico, inconfondibile, puro, antico, rigorosamente selezionato a mano, gusto delicato, profumato, nobile fonte di proteine vegetali - può davvero rimettere in carreggiata l'economia di una comunità senza timori di omologazione né standardizzazione, tanto è indissolubile e irripetibile il suo legame col territorio. Dove fino a oggi in contrada Remartello - areale a monte e a valle del Tavo, naturale bacino geografico di produzione - la Proloco guidata da Antonello Antico ha organizzato la prima Festa del Tondino del Tavo “fagiolo unico” tra gastronomia a tema, stand informativi e semina di piantine di fagiolo in cassetta da parte degli scolari di Loreto.
«Perchè se manca la corretta informazione il consumatore non sarà mai in grado di riconoscere la qualità autentica» sottolinea Francesca Petrei Castelli Verrigni, titolare dello storico pastificio rosetano e in prima linea (e in buona compagnia con l'azienda agricola Valentini, vanto locale e nazionale) nella battaglia per il vero made in Italy.
Difesa necessaria nel caso del “fagiolo a bucielle”, com' è chiamato popolarmente il Tondino per la sua somiglianza col pisello. In commercio infatti ne vengono spacciati “cugini” di qualità ben inferiori in formato sfuso e a prezzi oscillanti tra 4 a 15 euro con l'effetto di confondere il consumatore su prezzo e qualità. Lo raccontano Giovanni De Lucia, agronomo, e Fabio Belfiore, produttore storico a Loreto. I suoi terreni si trovano nella pregiata località Fonte Maggio, rinomata per la qualità dell'acqua che per il Tondino è motivo assoluto di distinzione. Come per i delicati ceci nostrani, senz'altro meritevoli di riscoperta tra i “tesori di Loreto” come dichiarato sulla confezione dal marchio Verrigni.
Attualmente Belfiore, agricoltore custode, detiene oltre al seme originario conservato gelosamente per generazioni dall'azienda di famiglia, e alla pratica agronomica, il quantitativo maggiore di produzione di Tondino del Tavo.
Di 15 quintali, a cui ne vanno aggiunti altri 10 frutto dei pochi altri produttori associati. Con Domenico Speranza, artefice della rinascita del Tondino dai primi anni '90 in seguito alla sua scomparsa dalle campagne perché troppo dispendioso da coltivare, Giovanni De Lucia e Valerio Di Renzo, Belfiore ha dato vita all'associazione Fagioli Tondino del Tavo, di Loreto Aprutino, attualmente impegnata nella redazione del disciplinare di produzione e commercializzazione. Con l'intento di creare un consorzio di tutela e valorizzazione “per arginare le varie frodi in commercio”.
«Il Tondino eletto simbolo di purezza e salubrità del territorio. Un'opportunità per l'Abruzzo di salvaguardare la propria identità e trasformare la sua vocazione in reddito» si è rilanciato a più voci nel corso del partecipato convegno al Chiola. Oltre ai già citati, il docente di chimica agraria Leonardo Seghetti, l'oncologo Ettore Cianchetti («i legumi rappresentano un consumo da incoraggiare in sostituzione della carne per una dieta più sana e dall'efficacia preventiva») , la nutrizionista Layla D'Addazio, lo chef stellato Marcello Spadone, Roberto Di Muzio dell'assessorato regionale agricoltura, il presidente di Legacoop e direttore della riserva Lago di Penne Fernando Di Fabrizio, Beatrice Tortora, agricoltore custode e presidente Cia Pescara, il neopresidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco, il sindaco di Loreto Gabriele Starinieri, «produttore in piccolo e gran divoratore”» di Tondino.
Il prossimo 25 ottobre il Tondino dalla buccia sottile e sentori erbacei, sarà protagonista al Salone internazionale del Gusto di Torino tra i cibi della biodiversità abruzzese inseriti nel menu “Se mi mangi mi salvi”.
Il tondeggiante fagiolo bianco dalla buccia sottile, sarà cucinato come antipasto con le erbe di campagna e condito con l'extravergine d'Abruzzo.
Da non perdere, restando in casa, l'innovativa pasta e fagioli messa a punto da Marcello Spadone (La Bandiera, Civitella Casanova) impastando “senza acqua” il Tondino passato nello schiacciapatate con farina di grano frasinese, poi aglio olio e peperoncino.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

