«Enel riduce la sua presenza nei presidi della regione»
PESCARA. «Enel ha deciso di ridurre ulteriormente la presenza di personale nei presidi territoriali abruzzesi per la gestione dei disservizi, dei guasti e di allerta meteo». È l’allarme lanciato dai...
PESCARA. «Enel ha deciso di ridurre ulteriormente la presenza di personale nei presidi territoriali abruzzesi per la gestione dei disservizi, dei guasti e di allerta meteo». È l’allarme lanciato dai sindacati Cgil-Filctem, Cisl Reti Flaei e Uiltec Uil sulla «linea di auterità» scelta dall’azienda elettrica. A gennaio sono stati accorpati i 4 centri decisionali e coordinamento (“zone”) di Teramo-L’Aquila e Chieti-Pescara. Adesso, dicono i sindacati «un ulteriore taglio riguarda le Unità operative di pronto intervento e manutenzione, con l'unificazione delle strutture di Lanciano-Vasto e l'accorpamento della sede di Torre dei Passeri».
Di conseguenza, sottolineano i segretari regionali dei tre sindacati Giovanni Di Filippo, Luciano Lanci, Emidio Angelini, «nella gestione dei disservizi ormai, in Enel, è diventata una prassi il continuo ricorso al personale di altre regioni, anche lontane, per sopperire ai guasti della rete, a discapito dei tempi di ripristino del servizio elettrico». Una «logica aziendale inefficiente» aggiungono, che «potrebbe accrescere il rischio che gli standard menzionati vengano negati ai cittadini e agli utenti abruzzesi. Come sindacato ci aspettavamo, un turn-over occupazionale adatto, in realtà il cambio generazionale è stato gestito con scarsa lungimiranza: le professionalità sono uscite copiose dall'azienda senza dare il tempo ai nuovi assunti di raggiungere l'adeguata autonomia lavorativa per gestire in sicurezza le situazioni di emergenza e guasti». La preoccupazione dei sindacati è ora che Enel, «dopo aver allontanando i centri decisionali e operativi abbandoni ulteriormente il territorio, in particolare le aree montane e i presidi industriali».

