«Erosione dimenticata no alle soluzioni tampone»

2 Aprile 2016

Giovannelli della Federalberghi boccia ripascimento e scogliere e pennello «È un altro problema sottovalutato e diventato ormai un’emergenza»

«Non dimentichiamoci l'erosione costiera, che è un'emergenza sottovalutata della nostra regione». Per Giammarco Giovannelli della Federalberghi, il tema della qualità del mare non è solo il vasto fronte sul quale si decide il futuro del turismo balneare abruzzese: «Sulla salubrità delle acque stiamo recuperando, nonostante ci sia ancora molto da fare, grazie al fatto che finalmente le istituzioni dimostrano di avere consapevolezza dell'importanza del tema. Ma il grave problema dell'erosione costiera sembra invece essere ancora sottovalutato, mentre i due temi devono andare di pari passo, altrimenti rischia tutta l'economia della costa: senza spiaggia, come senza mare pulito, non esiste il turismo balneare, tantomeno il suo sviluppo». Spiega Giovannelli: «Sono passati quasi 15 anni da quando, in alcuni punti della costa abruzzese, gli operatori turistici hanno cominciato a mostrare perizie tecniche che segnalavano le prime avvisaglie e i possibili scenari di un fenomeno oggi diventato gravissimo. Ci aspettavamo maggiore attenzione, invece si è permesso che in alcune località scomparissero addirittura 70 metri di arenile negli ultimi anni. Le situazioni più gravi, sulla costa nord tra Martinsicuro e Alba Adriatica, tra Pineto e Montesilvano, e lungo tutta la costa sud. Ma il problema è diffuso ovunque: è una vera e propria emergenza».

Quindi le richieste degli operatori turistici: «Pretendiamo dalla Regione tutto quello che finora non si è visto: un progetto ambizioso, con uno sguardo a medio-lungo termine, che abbia un'unica cabina di regia e sia omogeneo lungo tutta la costa. Per coprire i costi, sicuramente ingenti, c'è anche la possibilità di intercettare fondi europei. Smettiamola però di tergiversare e peggiorare la situazione con interventi dannosi e “a macchia di leopardo”, che rischiano anche di provocare tensioni tra diverse località e operatori turistici, come sta già accadendo».

Poi, nel merito degli interventi, una bocciatura senza appello per i cosiddetti "pennelli" perpendicolari: «Il ripascimento è un palliativo, utile perché risolve una stagione turistica, ma che poi viene perso alla prima mareggiata. Gli effetti peggiorativi per le località limitrofe dei cosiddetti pennelli, invece, sono ormai un dato di fatto. Chiediamo, quindi, un progetto alternativo e condiviso, oltre che omogeneo. Qualcuno, tra i consulenti, indica gli scogli paralleli come possibile soluzione: noi non siamo tecnici e non vogliamo imporre questa scelta, ma siamo disponibili a partecipare attivamente, come abbiamo già dimostrato di fare sul tema della depurazione e della salubrità delle acque. Non vogliamo però progetti di cui già conosciamo gli esiti negativi».

Luca Tomassoni

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