Esami e visite: ecco che cosa pagheremo

4 Marzo 2016

Oltre 200 prestazioni finiscono fuori ticket: risonanza e Tac, ma anche colesterolo e trigliceridi, coperti solo per casi gravi

PESCARA. Addio a visite ed esami medici gratuiti (o con ticket sanitario) per centinaia di prestazioni, che da ora in avanti si pagheranno. La stretta è entrata nel vivo con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del cosiddetto Decreto appropriatezza, la normativa varata dal ministero della Salute per tagliare gli esami, e dunque le spese, inutili. Il decreto prevede limiti per la prescrizione di 203 prestazioni sanitarie a carico del servizio sanitario nazionale e sanzioni, per ora sospese, a carico dei medici inadempienti.

Da oggi, per esempio, una Tac si potrà prescrivere solo in tre casi: per la valutazione delle strutture scheletriche in caso di tumore, per un cancro sospetto, ma solo dopo un esito dubbio della risonanza magnetica o, infine, per le complicanze seguite a un intervento chirurgico in pazienti in cui è controindicata la stessa risonanza.

Il provvedimento sposta dunque l’asticella della spesa sanitaria verso il cittadino. Molti esami o interventi finora a carico della sanità pubblica potranno essere prescritti dal medico solo se il paziente ne abbia davvero bisogno o rientri nelle situazioni standard in cui la prestazione può essere erogata. Altrimenti, il cittadino sarà chiamato a sostenere di tasca propria l’intero costo o a rivolgersi alle strutture private.

Le aree a cui appartengono le 203 prestazioni “fuori ticket” sono: odontoiatria, genetica, radiologia diagnostica, esami di laboratorio, dermatologia allergologica, medicina nucleare. Un lungo elenco in cui rientrano tantissimi tipi di esami: le Tac, le risonanze magnetiche, la tomoscintigrafia cerebrale, alcune ricerche genetiche, i trattamenti per le protesi, le terapie a luce ultravioletta, l'estrazione dei denti, le analisi delle urine e del sangue. Gli esami per il colestorolo o i trigliceridi, ad esempio, non saranno pagati solo in caso di paziente proveniente da screening o con grave rischio di patologie cardiovascolari. Le indagini sul gruppo sanguigno saranno prescrivibili solo in vista di un trapianto o di una donazione, di trasfusione, oppure in donne in gravidanza e in funzione preconcezionale, ovvero se si sta cercando un figlio. Le risonanze magnetiche saranno garantite gratuitamente solo in particolari condizioni, legate ad esempio a patologie oncologiche o traumatiche.

Per quanto riguarda l’odontoiatria, due sono le categorie “protette”: i pazienti sotto i 14 anni, e i soggetti in condizione di vulnerabilità sociale e sanitaria. In quest’ultimo caso, le cure devono essere “indispensabili” per il paziente che deve avere condizioni di svantaggio economico, basso reddito, marginalità o esclusione sociale. Per fare un esempio, si può essere sottoposti ad un impianto di protesi dentaria solo in condizioni di vulnerabilità sanitaria in caso di sindrome algica e disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare. Nella vulnerabilità sanitaria rientrano anche i destinatari di trapianti, immunodeficienze, tumori oncoematologici e disordini della coagulazione, cardiopatie congenite e gravi. Per quanto riguarda la “vulnerabilità sociale”, nel documento si specifica che si tratta di “condizioni di svantaggio sociale ed economico che impediscono l’accesso alle cure odontoiatriche a pagamento per gli elevati costi delle strutture private”.

Resta garantito a tutti il trattamento delle urgenze odontostomatologiche. Il decreto ha inevitabilmente dato il via ad accese polemiche, ed è stato accusato da più parti di « ledere la salute dei cittadini negando l’accesso ad esami e terapie». Il Governo, al contrario, sostiene di «non aver leso il diritto alla salute», poiché le prestazioni possono essere coperte dal ticket «qualora siano rispettate le condizioni di erogabilità previste dal decreto stesso». Per ciascuna delle prestazioni , le condizioni di erogabilità andranno valutate in base allo stato personale e clinico del beneficiario e alla finalità terapeutica.