Esercitazione tra la Royal Army e gli Alpini del 9°

29 Settembre 2014

L’AQUILA. C’era anche uno dei medici della Regina Elisabetta tra i 90 specialisti, tutti militari volontari provenienti dalla Scozia, i quali hanno partecipato a un periodo di addestramento congiunto...

L’AQUILA. C’era anche uno dei medici della Regina Elisabetta tra i 90 specialisti, tutti militari volontari provenienti dalla Scozia, i quali hanno partecipato a un periodo di addestramento congiunto che ha avuto come base la caserma del 9°Reggimento alpini dell’Aquila. Perfettamente inquadrato nel gruppo dei soldati scozzesi, il Lieutenant colonel Alasdair Macmillan poteva essere riconoscibile solo da un occhio attento per una piccola dicitura sulla divisa: Qhs (Queen’s honorary surgeon, cioè chirurgo onorario della Regina). Il periodo aquilano si è concluso qualche giorno fa con il rientro dei volontari scozzesi a Glasgow. Per quanto riguarda l’operazione in sé, si è trattato di un’esercitazione congiunta tra il 9° Reggimento Alpini della Brigata Taurinense, il 205th Scottish Field hospital del Royal Army e il Reparto operativo di emergenza (Roe) del corpo militare Acismom, anch’esso formato da volontari soprattutto provenienti dal settore medico-sanitario. Nelle due settimane di addestramento, che si è svolto in aree vicine al capoluogo abruzzese utilizzate abitualmente dai militari italiani, l’unità sanitaria britannica si è esercitata con il personale militare locale in numerose attività. L’obiettivo è di incrementare le capacità dei tre reparti coinvolti a operare in un contesto multinazionale.

«Gli Alpini del 9°» si legge in una nota del gruppo «hanno coadiuvato i medici britannici sia nelle attività addestrative che simulavano uno scenario di guerra, con esercitazioni di counter-ied -attività volta al contrasto agli ordigni esplosivi improvvisati (Ied) - e poligoni congiunti, sia nelle attività alpinistiche condotte sui pendii del massiccio del Gran Sasso, fornendo istruttori e alpieri». Dal canto loro, gli specialisti del 205th Field hospital hanno mostrato al personale italiano le procedure di primo soccorso e sgombero feriti utilizzate in operazione dal Royal Army, lavorando a stretto contatto con i team sanitari del 9° Alpini, del Celio di Roma e con i volontari del Roe. «Anche quest’anno un reparto sanitario dell’esercito britannico ha deciso di svolgere il proprio campo addestrativo annuale a L’Aquila» sottolinea il colonnello Giuseppe Galatioto Paradiso, comandante del Roe «Si è creata in questo modo una sorta di task force sanitaria amalgamando le tre unità in attività addestrative che hanno visto sviluppare tecniche di ricerca, soccorso, condizionamento e medevac (evacuazione medica, ndc) del ferito anche in area impervia, ostile e non permissiva. Si è trattato di un’esperienza unica» conclude il colonnello Paradiso «che ha permesso lo scambio di conoscenze, procedure e linee guida oltre alla possibilità di provare attrezzature in dotazione alle tre diverse unità».

Federico Centola

©RIPRODUZIONE RISERVATA