«Esperienza negativa troppa burocrazia e rimborsi in ritardo»

20 Gennaio 2016

«Pur rappresentando una crescita personale e professionale, nel complesso è stata un'esperienza negativa, perché non c'è stata informazione da parte della Regione, soprattutto sulla modulistica e...

«Pur rappresentando una crescita personale e professionale, nel complesso è stata un'esperienza negativa, perché non c'è stata informazione da parte della Regione, soprattutto sulla modulistica e sulle modalità di pagamento e del tirocinio; ci sono state carenze di tipo burocratico e organizzativo». Così un 27enne della provincia di Teramo racconta la sua avventura con Garanzia Giovani, il Piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile.

Con una formazione artistica alle spalle, il giovane ha lavorato per un'azienda del Teramano che si occupa della produzione di souvenir e, finiti i sei mesi di tirocinio, è in attesa, come molti altri, di sapere se verrà confermato o meno.

«Professionalmente», racconta scegliendo di non autorizzare la diffusione delle proprie generalità , «è stata sicuramente un'esperienza positiva: ho imparato molto, ho appreso cose nuove e mi ritengo soddisfatto».

Quali sono invece le difficoltà che ha incontrato?

«I pagamenti, fatta eccezione per l'ultimo mese, che sto ancora aspettando, sono arrivati, anche se un po' in ritardo. Ciò che è mancato è un punto di riferimento, qualcuno con cui interfacciarsi, qualcuno che potesse rispondere alle domande o chiarire i dubbi. Nella prima faseè andato tutto bene, l'iscrizione è stata semplice. I problemi li ho incontrati durante il tirocinio, proprio per la mancanza di un punto di riferimento».

Qual è dunque il suo giudizio complessivo su Garanzia Giovani?

«Ha molti limiti, ma come idea di base è positiva, vincente e può rappresentare un'opportunità. Molti giovani che ho conosciuto, però, hanno lavorato per sei mesi e poi basta. E' importante che le aziende si approccino in modo serio al progetto, rispettandone le logiche e gli obiettivi».

Qualche consiglio per il futuro del progetto?

«Sicuramente una migliore organizzazione, prevedendo un punto di riferimento per i tirocinanti e facendo informazione e campagne di comunicazione».

Lorenzo Dolce

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