Farnese e Benetton investono e puntano sul marchio Fantini

25 Marzo 2015

VERONA. Fa il bilancio dopo un anno dalla costituzione della nuova compagine societaria Farnese Group, l'azienda di base a Ortona che in pochi anni ha conquistato i segmenti più importanti di mercato...

VERONA. Fa il bilancio dopo un anno dalla costituzione della nuova compagine societaria Farnese Group, l'azienda di base a Ortona che in pochi anni ha conquistato i segmenti più importanti di mercato nel centro-sud Italia per volume di export, attraverso i brand Fantini e Caldora in Abruzzo, Vigneti del Vulture in Basilicata, Vesevo in Campania, Vigneti del Salento in Puglia, Vigneti Zabù e Cantine Cellaro in Sicilia. Un brand nato nel 1994 richiamando la storia vitivinicola legata alle vicende di Margherita d'Austria, del principe Farnese e di un rigoglioso periodo per Ortona anche dal punto i vista della viticoltura.

Nel febbraio 2013 Farnese Vini ha aperto le porte a un nuovo socio, il gruppo “21 Investimenti”, che fa capo all’imprenditore Alessandro Benetton, che ha dato nuovo impulso alle strategie aziendali, mostrandosi appassionato come se fosse da sempre partner dell’azienda, come ha raccontato nella cena di gala con alcuni chef stellati italiani, tra cui Pino Cuttaia e Niko Romito che l'azienda ha organizzato in occasione del Vinitaly in una prestigiosa location alle porte di Verona.

Valentino Sciotti, presidente e amministratore delegato di Farnese Group, assieme al socio ed enologo capo Filippo Baccalaro, ha accolto gli ospiti lanciando nuove idee per le strategie del gruppo che, dopo l'intervento societario di Benetton, ha avviato un'azione di potenziamento delle strutture produttive, con investimenti per oltre 8 milioni di euro, e un riassetto della comunicazione e del riposizionamento dei marchi, anche mediante un passaggio graduale al marchio Fantini già utilizzato da molti anni, mentre Farnese è diventato il marchio di riferimento del gruppo. Un gruppo che ha investito di recente, tra acquisizione e ristrutturazione, oltre 5 milioni di euro nella nuova struttura operativa in Basilicata, ben 7000 mq ad Acerenza (Potenza), tra i vigneti del Vulture, dove l'importante escursione termica, come nota Valentino Sciotti, ha reso dei vini bianchi promettenti.

L'organizzazione del gruppo prevede accordi diretti con i produttori, contratti pluriennali con prezzo garantito per ettaro e incentivi per l'impianto di nuovi vigneti, un modo, secondo Farnese Group, per tutelare la produzione dalla vigna alla cantina che l'azienda sta applicando anche in Abruzzo. È il “Progetto qualità” che prevede gestione diretta o affiancamento ai viticoltori privati o associati a cantine cooperative attraverso una preventiva valutazione tecnico-agronomica e l’impegno dei viticoltori a operare secondo le modalità e le tempistiche concordate con i tecnici di Farnese, previa tabella di remunerazione e di premi.

Proprio nella nostra regione, l'ultimo investimento del gruppo consiste nel recupero della struttura ex Casal Thaulero a Roseto degli Abruzzi, completamente operativa entro fine giugno. E intanto l'a.d. Valentini Sciotti lascia intendere la prospettiva di nuove operazioni finanziare in territorio abruzzese, orientata sulla nuova realizzazione di una cantina con una linea di imbottigliamento a capacità sostenuta.

Farnese oggi produce 16 milioni di bottiglie, per il 90% esportate in 78 Paesi, con un fatturato di quasi 50 milioni di euro e una crescita dei volumi che negli ultimi due anni ha raggiunto percentuali da record e che continua anche nel primo trimestre del 2015 a crescere a ritmi importanti.

Giorgio D’Orazio

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