Febbo: «Quel bando è per pochi». Pepe: ma se ancora non c’è

13 Maggio 2017

PESCARA. «Un bando che, così come confezionato, indirizza e descrive già l’unico progetto che deve essere realizzato». E' quanto denuncia il presidente della commissione di Vigilanza del consiglio...

PESCARA. «Un bando che, così come confezionato, indirizza e descrive già l’unico progetto che deve essere realizzato». E' quanto denuncia il presidente della commissione di Vigilanza del consiglio regionale, Mauro Febbo, a proposito dell'avviso da 21 milioni di euro, prossimo all'uscita, riguardante il sostegno alla cooperazione di filiera, nell'ambito del Programma di sviluppo rurale (Psr).
Al centro della Misura del Psr, la 16.2, vi sono i Progetti integrati di filiera. Febbo sottolinea che il documento definisce, «oltre alle modalità di attuazione e definizione dei progetti , i sette settori produttivi di prima applicazione con le relative risorse finanziarie»: 5 milioni di euro al reparto vitivinicolo, 3 per quello olivicolo, 4 per quello ortofrutticolo, 1,5 per il settore cerealicolo e 7 per quello zootecnico. Il tutto, a detta del consigliere, per la realizzazione di un solo progetto per settore. «Chi ha deciso che dev’essere un solo progetto relativo ad ogni tematica? Perché non finanziare più progetti su ogni settore?», si chiede Febbo, che invita l'assessorato ad aprire «una discussione, prima di creare ulteriore confusione all'interno del mondo agricolo. Altrimenti i nomi dei vincitori li dico prima io».
L'assessore alle Politiche agricole, Dino Pepe, sottolinea che «al momento non c'è nessun bando ed è in atto un confronto con tutti i portatori di interesse per arrivare alla migliore soluzione possibile». «Svilupperemo i bandi settore per settore», aggiunge .
Intanto è stato sottoscritto un protocollo per avviare azioni di contrasto al fenomeno del "caporalato". L'intesa, firmata da Regione , Anci, Ispettorato del lavoro, Inps, Inail, Cgil, Cisl, Uil, Assolavoro, Coldiretti, Cia e Copagri, prevede l'istituzione di un osservatorio, di tavoli territoriali, di controlli mirati e il sostegno all'adesione delle aziende agricole alla “Rete del lavoro agricolo di qualità”.
Lorenzo Dolce