Flash mob e firme contro l’elettrodotto Villanova-Gissi

3 Settembre 2014

PESCARA. Risolvere le criticità del sistema elettrico del centro-Sud Italia: questo l'obiettivo del progetto di Terna per la realizzazione della linea Villanova-Gissi, prima tratta dell'elettrodotto...

PESCARA. Risolvere le criticità del sistema elettrico del centro-Sud Italia: questo l'obiettivo del progetto di Terna per la realizzazione della linea Villanova-Gissi, prima tratta dell'elettrodotto Villanova-Foggia.

L'opera ha fatto discutere e continua a far discutere: a protestare, per l'impatto ambientale e la pericolosità, non solo le associazioni e i comitati cittadini, ma anche alcuni Comuni (altri se ne avvantaggiano come Cepagatti che dalla convenzione con Terna incassato fondi per il piano triennale delle opere pubbliche).

In ogni caso a giugno sono state avviate le attività preliminari per la cantierizzazione e, nel frattempo, sono stati avviati anche i contatti con i proprietari dei terreni da espropriare, oltre la metà dei quali sono stati conclusi in modo bonario.

Gli interventi previsti si suddividono in tre punti: un nuovo elettrodotto a 380 Kv in doppia terna che partirà da Villanova, frazione di Cepagatti, percorrendo la provincia di Chieti per 69,3 chilometri, fino ad arrivare a Gissi; una modifica dell'elettrodotto esistente a 380 Kv in semplice terra (in particolare interventi su alcuni sostegni e spostamento dell'asse della linea per circa quattro chilometri); adeguamento delle esistenti stazioni elettriche a 380 kV di "Gissi" e "Villanova".

Le province interessate sono quelle di Pescara e Chieti e i comuni coinvolti sono Cepagatti, Chieti, Casalincontrada, Bucchianico, Fara Filiorum Petri, Casacanditella, Filetto, Orsogna, Guardiagrele, Sant'Eusanio del Sangro, Castel Frentano, Lanciano, Paglieta, Atessa, Casalanguida e Gissi.

«Una volta entrato in servizio», rileva Terna, «il nuovo elettrodotto permetterà il risparmio di quattro milioni di euro all'anno grazie alla riduzione di perdite di rete, migliorerà la sicurezza e la continuità del servizio elettrico dell'area; renderà più affidabile e economica la gestione e la manutenzione della dorsale adriatica; incrementerà la capacità di trasporto per oltre 300 MW di energia, incrementerà il trasporto della produzione da fonte rinnovabile di 700 MW e ridurrà le emissioni di Co2 per circa 165 kt/anno».

Contro l'elettrodotto, oltre alle proteste, alle manifestazioni di piazza e ai flash mob, sono arrivati anche i ricorsi per chiedere l'annullamento del progetto.

A presentarli, insieme a comitati e singoli cittadini, sono stati i Comuni di Paglieta, Castel Frentano e Lanciano. Attualmente si attende che venga fissata l'udienza presso il Tar del Lazio. Sul progetto è intervenuto anche il Consiglio regionale che, nelle scorse settimane, ha approvato all'unanimità una risoluzione, a firma del consigliere Mario Olivieri. Con il provvedimento si impegna il presidente di Regione, Luciano D'Alfonso, ad «adoperarsi per la sospensione delle procedure di esproprio per la costruzione dell'elettrodotto Villanova-Gissi e per la sospensione dell'eventuale inizio lavori, nonché l'istituzione di un tavolo di confronto con le comunità locali interessate al fine di trovare delle soluzioni che rendano l'opera meno impattante». Al governatore si chiede di «vigilare circa l'utilizzo di metodologie di intervento che comportano precauzioni aggiuntive in ragione del fatto che verrebbero messi a rischio luoghi caratterizzati da alta densità abitativa».

Lorenzo Dolce

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